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    Save the children 6° Atlante dell'infanzia a rischio - Atlante dell'infanzia a rischio Save the children

    I minori scelgono la mafia perché spesso non hanno scelta

    di Clara Varano – Ogni volta che un ragazzino commette un reato è un fallimento per la società tutta, quella statale e quella familiare. Eppure i bambini, domani 20 novembre si celebra la giornata nazionale dei diritti dell’infanzia, proprio perché più deboli e vulnerabili sono più facilmente persuasi. Se poi si parla di criminalità organizzata il gioco per i mafiosi diventa ancora più facile per più motivi. Il primo è che le regioni dove hanno radici le consorterie mafiose, per coincidenza?, sono anche le più povere. C’è poi la paura che i mafiosi incutono. E infine il fascino, spesso amplificato da dubbie ricostruzioni televisive, che quel tipo di vita suscita. Il mafioso è: ricco e potente, va in giro, molto spesso, specie negli ultimi tempi, con auto di lusso, compra tutto e tutti, in contanti e viaggia, ha le donne più belle, oltre alle mogli…Ronzerà questo nella mente di alcuni ragazzini, specie quelli poveri dei comuni arroccati della Calabria?

    Save the children 6° Atlante dell'infanzia a rischio - Presentazione con Mattarella
    La delegazione insieme al presidente Mattarella

    Ieri a Roma, una delegazione di Save the Children, composta da Claudio Tesauro- Presidente Save the Children Italia, Valerio Neri – Direttore Generale, Raffaela Milano – Direttore Programma Italia-Europa, Giulio Cederna – curatore dellâAtlante dell’Infanzia e due ragazzi – Maria Saiz e Flavio Petruzzellis – di SottoSopra, il Movimento delle ragazze e dei ragazzi per Save the Children, che vogliono essere attori e voce del cambiamento, è stata ricevuta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cui ha consegnato una copia del 6° “Atlante dell’Infanzia (a rischio) Bambini senza. Coordinate e cause delle povertà minorili”, un titolo lungo per un rapporto dettagliato e puntuale sulle condizioni dei minori, analizzate sotto la lente di ingrandimento, in ogni situazione.

    I bambini italiani pagano un prezzo altissimo all’illegalità: un sistema inquinato non ha interesse a investire nel suo capitale più prezioso, disincentiva lo studio e la partecipazione, e alimenta in tanti modi diversi le povertà e i “senza” dei più giovani. Con l’ausilio di 62 mappe e un ampio corredo fotografico, la sesta edizione dell’Atlante dell’Infanzia (a rischio) di Save the Children esplora gli effetti della mafia, della corruzione, della mancanza di politiche e risorse, sullo stato di salute di bambini e ragazzi. Una visione di insieme e nel dettaglio che mostra quanto sia diventato urgente rilanciare le politiche per l’infanzia, a tutti livelli: il futuro dell’Italia passa attraverso il sostegno precoce alle mamme, la costruzione di asili, l’ampliamento del tempo pieno, l’offerta di mense, la promozione di attività educative, ricreative, culturali, il rilancio della lettura, la lotta alle diseguaglianze, l’ascolto dei bambini.

    “La mafia – ha scritto Nunzio Antonio Ferla, direttore della Dia – in Italia continua a manifestarsi attraverso forme di intimidazione, spiccate capacità imprenditoriali e abilità di penetrare e condizionare gli ambienti politico-amministrativi e istituzionali”. La mafia si è trasformata da tempo in un problema nazionale, diventando di fatto “una vera e propria holding del malaffare in grado di controllare e gestire i più disparati target economici”. Valutare e quantificare i costi che la criminalità organizzata impone alla società, e a maggior ragione ai soggetti più esposti, i bambini e i giovani, è complesso. Perché il costo maggiore è rappresentato dal valore di quanto non viene prodotto a causa delle distorsioni generate dalla diffusione della criminalità, dalla fuga dei capitali e del lavoro, soprattutto quello qualificato. Un costo altissimo in termini di capitale umano e di sviluppo.

    Il coinvolgimento di tanti ragazzi in azioni criminali passa anche attraverso una molteplicità di condizionamenti ambientali: l’illegalità diffusa, l’emarginazione, la povertà educativa, la disoccupazione giovanile e il bisogno di riconoscimento e visibilità dei più giovani. La mafia pesca nel mondo dei disperati, quindi un primo elemento per contrastarla è quello di non creare gli elementi della disperazione. Ma c’è qualcosa di più. L’organizzazione mafiosa non garantisce solo il lavoro, ma il rispetto, il potere, un’identità. I minori scelgono la mafia perché spesso non hanno altro, per questo è lo Stato che deve fare la lotta alla Mafia.

    QUI IL PDF DELL’ATLANTE

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