di Clara Varano – Una trentina di lavoratori della Fondazione Tommaso Campanella ha occupato la presidenza a Catanzaro. Al centro delle loro richieste “l’immediato pagamento delle spettanze residue” che equivalgono a cinque mensilità”. Costretti a rimanere con loro il presidente Paolo Falzea e il direttore generale Mario Martina.
“I dirigenti – chiariscono i lavoratori – non si muovono di qui fino a quando non ci arriveranno i soldi. Siamo indebitati fino al collo e dalla prossima settimana ci restano solo gli strozzini come soluzione”.
Ieri, il Tribunale di Catanzaro, ha avviato la procedura fallimentare per la Campanella e una parte dei crediti che la Fondazione vantava nei confronti dell’Asp, che sarebbero stati utilizzati per retribuire i lavoratori, è stata pignorata dalla Novartis, azienda farmaceutica che vanta un credito esigibile nei confronti della Fondazione.
I lavoratori, invece, non possono aggredire il patrimonio della Fondazione, perché non ricevendo la busta paga da 5 mesi, non posseggono un titolo che rende il loro credito esigibile e prioritario, essendo di lavoro, rispetto a quello delle Case farmaceutiche.
“Attendiamo l’intervento delle forze dell’ordine – concludono i lavoratori – oggi da qui non esce nessuno fino a quando non saremo pagati. Vogliamo i nostri soldi. Non ci interessa dell’Asp, non ci interessa della Regione. O i soldi o il carcere! Attendiamo le forze dell’ordine”.






