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    Infocontact – Tra proteste e richieste i lavoratori lanciano #1800senzafuturo

    di Clara Varano – Domani le organizzazioni sindacali incontreranno i vertici della società Wind Infostrada per discutere della vertenza Infocontac, l’ormai noto call center di Lamezia Terme a rischio chiusura. Già, la vertenza Infocontact, un’odissea chiamata ricerca di diritti e dignità.

    Tra ieri ed oggi i rappresentanti politici ed istituzionali, ad ogni livello, hanno scritto e parlato di Infocontact chiedendo un tavolo governativo nazionale dove discutere della vicenda che tocca da vicino ben 1800 lavoratori.

    Primo fra tutti il sindaco del comune catanzarese dove territorialmente la Società sorge, Gianni Speranza, che ha annunciato di voler scrivere ai ministri dello Sviluppo economico e del Lavoro (Leggi qui la notizia), poi il neo eletto presidente del Consiglio regionale Antonio Scalzo, che ha puntato il dito contro le misure di ridimensionamento inaccettabili delle varie aziende (Qui le dichiarazioni di Scalzo). Ad alzare il tiro ed a chiedere un incontro ai vertici romani il presidente della Regione Mario Oliverio che, condividendo l’appello delle organizzazioni sindacali, ha auspicato un’intesa tra le parti sociali come “primo passo per avviare una riorganizzazione ed un processo di efficientamento aziendale” (Approfondisci qui).

    Oggi, invece, si sono susseguite la deputata Enza Bruno Bossio, che ha scritto una lettera a Gianni Speranza (Leggi la lettera), nella quale garantisce al primo cittadino di Lamezia che i parlamentari del Pd stanno considerando tutte le soluzioni, ed il segretario del Pd regionale, Ernesto Magorno che ha scritto al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti e al Sottosegretario al Lavoro e Politiche Sociali, Teresa Bellanova, unendosi al coro.

    Cosa farebbe temere un epilogo negativo ancor più di quanto già non abbiano fatto il dichiarato fallimento della Società Infocontact e l’amministrazione straordinaria?

    La scadenza della commessa della Wind, con i cui amministratori domani, appunto, i sindacati si incontreranno (Qui la notizia). In gioco, nell’immediato, il posto di ben 300 lavoratori, che rischiano il 31 gennaio di tornare a casa., proprio a causa del mancato rinnovo della commessa.

    E mentre nelle ultime ore la situazione dei 1800 lavoratori del miglior call center d’Europa è passata su tutti i tavoli istituzionali che contano, e le segreterie regionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl Telecomunicazioni della Calabria hanno indetto un sit-in di protesta innanzi la Prefettura di Catanzaro (Leggi la notizia), loro, i diretti interessati, cercano di fare qualcosa per non rimanere in silenzio e lanciano un hashtag per sensibilizzare l’opinione pubblica: #1800senzafuturo.

    “Stiamo vivendo un momento di crisi non indifferente – scrivono alla nostra redazione –. Ci sentiamo depredati della dignità di lavorare, di poter creare un futuro o semplicemente di poterlo mantenere. Per queste ragioni vogliamo che il problema possa essere accolto da tutti in Italia e con la giusta forza avere una voce in capitolo tanto grande da poter dire la nostra con gran tono”.

    “Dopo un anno di sacrifici ed oltre 700 posti di lavoro già persi, siamo all’epilogo. Ora basta! Siamo stanchi ma ancor più siamo infuriati! Non resteremo inermi, non riusciranno a lasciare #1800senzafuturo”