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    Fondazione Campanella Doldo Falzea Martina

    Fondazione Campanella – Falzea: ‘La Regione deve darci 29 milioni di euro’ (VIDEO)

    di Clara Varano – La vicenda della Tommaso Campanella ha radici profonde. Voluta fortemente dal presidente della regione, Giuseppe Chiaravalloti, negli anni è cresciuta, attraverso assunzioni a pioggia, come numero di dipendenti, ma si è sempre più ridotta sotto tutti gli altri profili. La somma iniziale per “mantenere” la Tommaso Campanella, una Fondazione con partecipazione pubblica costituita da Regione Calabria e Università Magna Graecia, era di 40 milioni di euro.
    Nel 2010, sotto il governo regionale Scopelliti, sono diventati 11 milioni. La fondazione, però, ha dovuto affrontare le spese, per una “macchina” che comunque, ricomprendesse lo stesso numero di dipendenti. In più, sempre la Regione di Peppe Scopelliti, per motivi, ancora “ignoti”, ha ridotto i posti letto della Fondazione, portandoli a 30 unità esclusivamente oncologiche, mentre prima la Fondazione si occupava anche di patologie non oncologiche.

    Questa mattina, dopo la richiesta di fallimento fatta dal Tribunale di Catanzaro, il presidente della Fondazione ha indetto una conferenza stampa, nella quale ha chiarito che: “La Regione, disattendendo gli impegni assunti nei confronti della Campanella ha messo in crisi la Fondazione fino a farle raggiungere il fallimento”. Queste le parole del presidente Paolo Falzea, che ha indetto una conferenza stampa per spiegare la situazione giuridica ed economica della Fondazione.

    “Dopo la richiesta di fallimento, purtroppo – ha spiegato Falzea – una casa farmaceutica nei confronti della quale abbiamo un debito, ha piglorato il credito che vantavamo nei confronti dell’Asp. Questo ci ha impedito di pagare i dipendenti e di acquistare i farmaci salvavita per i pazienti”.

    Falzea, nei giorni scorsi è stato a Roma per incontrare il presidente della Regione Mario Oliverio “il quale – ha sottolineato Falzea – mi ha assicurato che troverà il modo di far fronte alle nostre richieste per salvare la Fondazione”. Richieste che equivalgono a 29 milioni di euro “la somma necessaria – ha proseguito Falzea – per soddisfare i creditori e ripartire”.

    Alla Fondazione, inoltre, è stata negata la cassa integrazione ministeriale “perché – ha chiarito Falzea – il ministero del Lavoro, non ci considera una impresa. Il paradosso è che il Tribunale, invece, ci considera come tale e ci fa istanza di fallimento. E’ assurdo! Queste sono le solite cose all’italiana”.

    Il Ministero del Lavoro, del Tesoro e della Salute, però, “hanno assicurato alla Campanella che troveranno il modo di risolvere l’emergenza dei licenziamenti, grazie altre misure di sostegno al reddito che passano attraverso la Regione Calabria, da inserire in un emendamento del decreto mille proroghe”.

    “Il presidente Oliverio – ha sottolineato Falzea – ha ereditato una situazione disastrosa creata dalla Giunta precedente, che ha tagliato i posti letto, portandoli a 30 unità, esclusivamente oncologiche, ed ha ridotto i contributi da 40 milioni di euro a 11 milioni di euro senza consentire alla Fondazione di ridurre il personale che costa 29 milioni di euro. In più è contravvenuto a degli impegni assunti costringendoci a intentare causa contro un nostro stesso socio fondatore, la Regione, per ottenere le spettanze dovute, che equivalgono a più di 100 milioni di euro. Come pretendono che mandiamo avanti un’azienda con soli 11 milioni di euro se solo il personale ci costa 26 milioni?”.

    Quanto all’inchiesta della Procura aperta nei confronti del direttore generale Mario Martina e sua (Leggi qui la notizia), dice: “Mi difenderò nelle sedi giudiziarie. È un’inchiesta che formalmente inizia da pochissimo, lasciamo fare le indagini al pubblico ministero. Sono fiducioso perché non c’è stato mai un comportamento scorretto da parte dei dirigenti di questa fondazione. Mi sento tranquillo ed affronto la vicenda con molta tranquillità”

    La Fondazione Campanella chiede, conclude Falzea, “un incontro con i soci fondatori che avvenga entro la prossima settimana davanti al notaio per comprendere quale sarà il nostro destino. Oliverio deve ottemperare alla transazione che avevamo già concordato con Antonella Stasi, e darci 29 milioni di euro invece di 100 e darci la possibilità di ripartire nel modo giusto”.

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