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    Oliverio firma intesa Unical

    Interdittiva per Oliverio, presentato il ricorso al Tar: ‘E’ illegittima’

    “Palesemente illegittima con ‘forzature’ interpretative della norma inammissibili”. In una frase il sunto delle motivazioni alla base del ricorso di Mario Oliverio contro la sanzione comminata dall’Anac al presidente e che gli impedirebbe di conferire nomine per i prossimi tre mesi. La vicenda è ormai nota. Dopo la nomina di Santo Gioffrè come commissario dell’Asp di Reggio Calabria, ritenuta illegittima da Raffaele Cantone, Oliverio ha ricevuto una interdittiva dall’Anac, accolta dalla responsabile regionale dell’anti corruzione Gabriella Rizzo. Interdittiva accolta e Oliverio fuori dai giochi delle nomine per tre mesi.
    Il presidente, però, ha annunciato un ricorso che è stato depositato ieri sera presso il Tar. La situazione, secondo i due legali di Oliverio, Alfredo Gualtieri e Oreste Morcavallo, rappresenterebbe un “pregiudizio grave ed irreparabile, da eliminare subito” con una pronuncia in via d’urgenza da parte del presidente del Tar da confermare, poi, in sede collegiale nella prossima camera di consiglio. I due, infatti, hanno chiesto che l’interdittiva nell’attesa della decisione fosse sospesa, ma il Tar ha deciso per una udienza molto vicina nel tempo, il 15 ottobre, nella quale si deciderà su tutto.

    Dei contraccolpi politici da sventare e dell’immagine da preservare si parla nelle 43 pagine del ricorso. Oliverio “al fine di mettere ordine al disastrato settore della sanità ha ‘contribuito’ ad adottare, nella qualità di Presidente, la deliberazione della giunta del 20 marzo formulata – viene sottolineato – sulla base dell’istruttoria compiuta dalla relativa struttura il cui dirigente si è espresso sulla regolarità amministrativa dell’atto di individuazione dei commissari delle Asp e delle Ao e, tra questi, del dott. Santo Gioffrè per l’Asp di Reggio. A distanza di oltre 5 è pervenuta a Oliverio senza alcuna preventiva ‘contestazione’ o ‘segnalazione’ una nota del 4 settembre a firma del presidente dell’Autorità Anticorruzione, Cantone, indirizzata anche alla responsabile anticorruzione della Regione, che ha rilevato la inconferibilltà relativamente alla nomina del commissario Gioffrè, stante la analogia della figura del commissario con quella di direttore generale di Azienda Sanitaria, cui è inconferibile l’incarico se, come nel caso del Gioffrè, il nominando è stata candidato a sindaco di un Comune compreso nel territorio dell’Asp”. Da qui l’iter che ha portato all’annullamento dell’incarico di Gioffrè e all’interdizione di tre mesi a Oliverio. Tutti atti illegittimi secondo i difensori del Governatore, che scrivono “già in prima battuta ha completamente errato la procedura da seguire” emanando “una delibera dispositiva con conclusioni definitive e intangibili e conseguenti obblighi e sanciti a mo’ di ‘ordine’ al responsabile regionale anti corruzione”. Un “palese strappo istituzionale contra legem” poiché il provvedimento di sanzione viene deciso prima del contraddittorio. Poi Cantone ha raddrizzato ll tiro nella seconda delibera introducendo la necessità del confronta. Ma “una sanzione deve essere comminata solo in ipotesi di concreta ‘colpa'”. Nel caso di Oliverio tale colpa secondo i due legali non sussisterebbe visto che “ha agito previo approfondito accertamento della situazione e dopo la formale conferma da parte del proprio apparato burocratico in ordine alla piena legittimità dell’incarico. Risulta assente, pertanto, l’indefettibile presupposto deIla ‘colpa’, senza il quale non risulta applicabile alcuna sanzione”.

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