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    Roberta Lanzino

    Omicidio Lanzino – Sentenza slitta al 6 maggio. Troppo lunga la discussione della difesa

    Bisognerà aspettare il prossimo 6 maggio per la sentenza relativa all’omicidio di Roberta Lanzino la studentessa di Rende violentata e uccisa il 26 luglio del 1988 sulla strada di Falconara Albanese. A deciderlo la presidente della Corte d’assise di Cosenza, Maria Antonia Gallo, questa mattina al termine delle arringhe della difesa. Per l’omicidio di Roberta sono imputati Franco Sansone e Luigi Carbone, vittima di lupara bianca. Per la morte di Carbone sono accusati Franco Sansone, il padre Alfredo e il fratello Remo.

    La sentenza era prevista per oggi, ma la discussione dell’avvocato Enzo Belvedere, legale di Franco e Remo Sansone, è durata quasi cinque ore ed essendo prevista quella di un altro difensore oltre alle repliche non c’erano i tempi tecnici per la sentenza.

    Nel corso della sua discussione, l’avvocato Belvedere ha definito ‘inattendibile’ il collaboratore di giustizia Franco Pino su cui si basa l’intero impianto accusatorio. Il legale ha smontato punto dopo punto l’impianto accusatorio, partendo da quelle che lui ritiene le false testimonianze di Pino e di altri testimoni che avrebbero – a suo dire – riferito circostanze inesatte e non vere.

    Il processo è stato aggiornato al prossimo 6 maggio quando è prevista l’arringa dell’avvocato Armando Veneto, che difende Alfredo Sansone, e poi eventuali repliche. Al termine delle discussioni, la Corte dovrebbe entrare in camera di consiglio ed emettere la sentenza.

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