• Home / CITTA / Omicidio Lanzino: la storia di Roberta
    Roberta Lanzino

    Omicidio Lanzino: la storia di Roberta

    di Clara Varano – È il 26 luglio 1988. Un pomeriggio d’estate. Roberta Lanzino, studentessa 19enne di Rende, parte per Torremare di Falconara, sulla costa, per trascorrere lì quel che resta delle vacanze estive. Quell’anno con i suoi genitori, accantonati gli esami universitari, Roberta, jeans stretti, camicia anni ’80 e capelli vaporosi prende il motorino, un “Sì” della Piaggio e dritta va verso Torremezzo di Falconara a 30 km da Rende. Non parte in macchina con i genitori, no. Quel motorino nella località di mare sarebbe stata la sua indipendenza per muoversi liberamente, incontrare amiche, andare in spiaggia. Per questo parte prima. I genitori impiegano qualche minuto in più per prendere le ultime cose e raggiungerla.
    Che fare? Prendere la Statale 107 e in mezz’ora essere lì, oppure inerpicarsi per una strada interna? Meglio la strada interna, impiegherà un po’ di più, ma almeno le auto non le sfrecceranno acanto pericolosamente. Si perde. Chiede più volte indicazioni per tornare sulla strada giusta. Va avanti, torna indietro. Parla, poi, per avere informazioni a delle persone su un furgoncino, che più in là racconteranno d’aver visto un’auto, una Fiat 131, con due uomini a bordo che sembrava seguire la giovane studentessa e che si era accostata al motorino poco prima che i due sul furgone si allontanassero.
    Sparita in lontananza, auto alle spalle. Roberta sarà poi ritrovata senza vita.
    Giovane, spensierata studentessa 19enne, brutalmente stuprata e uccisa. Del suo corpo qualcuno ha fatto scempio, ma nessuno ha visto, nessuno sa, nessuno parla. Quella macchina, una Fiat 131, però finisce nei rapporti dei Carabinieri. Iniziano le false piste che per gli investigatori sono veri e propri depistaggi. Qualcuno riferisce che quell’auto è di un muratore della zona. In effetti sì, un muratore possiede una Fiat 131, ma dimostrerà d’avere un alibi per quel pomeriggio. Sarà addirittura celebrato un processo contro 3 pastori di Falconara, che dimostreranno in sede dibattimentale la propria innocenza. E come se non bastasse, con lettere anonime, qualcuno indicherà come responsabili del delitto i “figli di papà” di Cosenza.
    Non si arriverà alla verità. L’omicidio e lo stupro di Roberta Lanzino resterà ed è ancora fino ad oggi impunito. Un storia che fa paura, perché accaduta ad una persona comune, in una situazione comune. Una tragedia che potrebbe accadere a chiunque a qualunque studentessa universitaria 19enne che rimane sola in una strada che non conosce per un motivo banale.

    Leggi anche:

    Oggi sentenza omicidio Lanzino: il racconto degli ex boss

    Oggi sentenza omicidio Lanzino: il Dna e le novità del Ris scagionano Sansone