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Intimidazioni mafiose – Lanzetta: ‘Non è più pensabile lasciare i sindaci da soli’

23 Aprile 2015
in CALABRIA, In evidenza
Tempo di lettura: 2 minuti
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Maria Carmela Lanzetta

Maria Carmela Lanzetta

”Già da Sindaco e da Ministro ho avuto modo di rappresentare  la possibilità-necessità di superare l’ennesima manifestazione di “solidarietà e vicinanza” a seguito di  una intimidazione mafiosa, per non ritrovarsi il giorno dopo “ignorati” da altre manifestazioni criminose che oramai si susseguono con ritmo incalzante. “Superarle – scrive in una nota Maria Carmela Lanzetta –  non significa non manifestarle, ma trovare il modo di accompagnarle anche  con proposte e  iniziative che facciano intravedere possibili soluzioni”.
La macchina bruciata del sindaco di Zagarise è stata preceduta, in pochi giorni, da una bomba ad una farmacia di Lamezia, da due macchine bruciate al responsabile amministrativo del Comune di Badolato, dall’incendio del gabbiotto con gli attrezzi di lavoro delle ditta che sta operando nell’Istituto Comprensivo Lombardo Radice – Alighieri di Catona.

“Dalla lettura della Relazione conclusiva redatta dalla “Commissione d’inchiesta sul fenomeno delle intimidazione nei confronti degli amministratori locali” viene fuori – continua la Lanzetta – un fenomeno invasivo e sconfortante, da cui si evince che non è più pensabile lasciare i sindaci di piccole realtà misurarsi con quelli che sono diventati dei veri e propri potentati.
Da Ministro stavo percorrendo una strada istituzionale  con lo scopo di   innescare dei meccanismi di collaborazione con i  Comuni in difficoltà, soprattutto nel campo della Legalità e della Semplificazione Amministrativa, cioè quei Comuni che avevano subito condizionamento e infiltrazioni della criminalità. E avevamo iniziato con un protocollo d’intesa con il Comune di Casal di Principe e con altri Comuni, un protocollo con un vasto settore di interventi e azioni, ben più ampio del solo controllo del territorio o della repressione della micro-criminalità, con il coinvolgimento di Formez e Invitalia.
In particolare Il Ministero Affari Regionali avrebbe  favorito l’introduzione di forme di due diligence sulla gestione finanziaria del Comune con un progetto pilota da estendere anche ad altre amministrazioni; individuando, con il coinvolgimento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, soluzioni  condivise in tema di infrastrutture con la promozione di iniziative volte a diffondere sul territorio la cultura della legalità e delle istituzioni.
Il Formez si sarebbe impegnato a portare avanti azioni di formazione in tema di valorizzazione dei beni patrimoniali, trasparenza e anticorruzione, assistenza tecnica per l’attivazione di tirocini formativi, attraverso progetti da sottoporre alla Regione Campania nell’ambito del programma Garanzia Giovani. Invitalia  invece avrebbe promosso l’utilizzo delle agevolazioni per la nuova occupazione e lo sviluppo d’impresa, oltre che per un uso più efficace dei beni confiscati alla criminalità.
Anche il  Ministro dell’Interno, audito dalla Commissione, per quanto riguarda i beni confiscati, ha dichiarato che sarebbe necessario, “quando si tratta di un piccolo Comune, che l’assegnazione venga fatta direttamente dalle agenzie alle organizzazioni no profit, evitando di esporre il Sindaco o l’amministratore locale, all’influenza o all’intimidazione mafiosa”.
“Occorre che l’Ente Regione, in primis, si muova in diverse direzioni d’intervento, con lo Stato e non solo, per non lasciare spazi al diffondersi della prepotenza e dell’illegalità, fattori in grado di incidere e paralizzare lo sviluppo culturale, sociale ed economico dei territori in cui  attecchiscono. Altrimenti  – conclude – avremo ogni giorno sempre  più cittadini   sconcertati e sfiduciati, come già  hanno  dimostrato  con una astensione record del 6o% alle ultime elezioni regionali”

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