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    Fondazione Campanella, 245 persone saranno licenziate, i sindacati: faremo causa

    di Clara Varano – È guerra aperta. Ormai i continui e malcelati malumori relativi alla Fondazione Tommaso Campanella, l’istituto regionale di oncologia, hanno innescato una situazione di non ritorno. Oggi l’ennesimo incontro a Reggio Calabria, presso gli uffici dell’assessorato al Lavoro, nel corso del quale è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo per 245 dipendenti. Inutile dire che le organizzazioni sindacali non solo sono contrari, annunciano anche battaglia giuridica nei confronti della Fondazione.

    In verità, dopo il decreto di estinzione del prefetto Luisa Latella, la Fondazione non ha molte scelte. Si tratta di sopravvivere o di colare a picco immediatamente. Non ci sono i soldi. La Regione non ha mantenuto fede alle assicurazioni date, pagando in transazione una parte dei debiti contratti nel corso del tempo con l’ente di cui è fondatore insieme all’Università. Questo ha creato una reazione a catena. La Campanella non può pagare i debiti con le case farmaceutiche. Le case farmaceutiche non forniranno più a credito farmaci oncologici e in più pignoreranno le somme che l’azienda Mater Domini deve alla Campanella per le prestazioni non oncologiche eseguite dalla Fondazione. In sostanza un cane che si morde la coda che potrebbe essere interrotto solo dall’intervento della Regione. A fine mese il Tribunale nominerà il Commissario liquidatore, ma fino ad allora il management della Fondazione ha chiesto il licenziamento di 245 persone. Si parla di 37 Dirigenti Medici e dirigenti biologi; 110 Infermieri professionali; 58 Operatori Socio Sanitari; l8 tecnici sanitari; 3 Dirigenti Amministrativi; 10 Assistenti amministrativi; 3 Collaboratori amministrativi; 2 Collaboratore professionale tecnico; 2 Coadiutore Amministrativo; 1 Autista-ambulanziere; 1 ausialiaria. Tutte queste figure professionali andranno a casa.

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