di Clara Varano – Dopo il decreto del prefetto Luisa Latella con il quale è stata estinta giuridicamente la Fondazione Tommaso Campanella, i rappresentanti sindacali dei lavoratori della struttura sanitaria hanno incontrato Aldo Quattrone, rettore del’Università Magna Graecia di Catanzaro, secondo socio pubblico, dopo la Regione Calabria, della Fondazione.
“Abbiamo dato il massimo – sottolinea Quattrone – molti professori universitari hanno cooperato con la Fondazione e non meritavamo di perderla. La Campanella nonostante venga considerata giuridicamente una struttura privata non lo è, perché non ha utili ed ha due soci pubblici che sono Regione e Università. Una no profit, non c’è profitto e tutto viene utilizzato per i malati”.
I dipendenti sono convinti che la liquidazione si poteva evitare a tal propostio il rettore chiarisce: “Tutto si poteva evitare e non si è evitato. Io ho la coscienza apposto, abbiamo fatto quello che era necessario fare per salvare struttura e lavoratori. Qualcuno, però, non ha rispettato gli impegni. Il decreto è chiaro. La Regione è inadempiente, non ha versato le somme dovute e la Fondazione ha contratto dei debiti proprio per questo ed oggi chiude.
E sul destino dei lavroatori aggiunge: “La Regione ha promesso che si farà carico dei lavoratori attivando dei percorsi che consentirebbero di aiutare i disoccupati. Noi come Università siamo dispiaciuti perché la Campanella ha erogato delle prestazioni assistenziali importanti a degli ammalati molto gravi. È inconcepibile che in un regione che ha una fortissima emigrazione in campo oncologico, venga a mancare una struttura che ha supportato molto in tal senso”.
Si attende, quindi, la nomina da parte del tribunale del commissario liquidatore. Solo dopo sarà possibile conoscere la reale condizione economica della Fondazione. “Si va verso l’estinzione di una fondazione – hanno spiegato i rappresentanti sindacali – che va a discapito degli ammalati oncologici e dei dipendenti che hanno lavorato credendo in una struttura che potesse dare respiro ai pazienti affetti dal cancro”.
Quanto al ramo di ricerca della Fondazione che afferisce all’università il rettore “ha assicurato – hanno aggiunto i sindacati – che questi lavoratori verranno reintegrati in ambito universitario, ma si tratta comunque di un numero esiguo rispetto al totale, per i quali l’unico approdo rimane il ricorso agli ammortizzatori sociali”.
Il destino dei lavoratori dipende, dunque, dal commissario “ ma anche – hanno concluso i rappresentanti sindacali Governo che dovrà approvare l’emendamento che garantisce le coperture finanziarie per il sostegno al reddito di questi lavoratori. Dobbiamo ricordare che in ballo c’è un’intera comunità regionale che faceva riferimento alla Campanella come unica risorsa per curare il cancro e che ha garantito negli anni alla Regione un guadagno milionario facendo risparmiare sulla migrazione sanitaria”.






