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    Incontro Prefetto Infocontact

    Catanzaro – Sit-in Infocontact. Lavoratori e sindacati incontrano prefetto Latella

    di Clara Varano – Dopo l’incontro che ieri la Wind ha avuto con i rappresentanti sindacali, Infocontact ha ottenuto un primo risultato: la proroga della commessa Wind fino alla fine di aprila, ma non basta. I lavoratori vogliono di più. Chiedono tutela e sicurezza per il futuro dei 1800 dipendenti del call center di Lamezia Terme (Approfondisci qui). Oggi, per questo motivo una piccola rappresentanza, fuori dall’orario di lavoro, è scesa in piazza a Catanzaro per sollecitare l’Esecutivo ad intervenire sulla problematica della società calabrese da mesi, dopo l’avvio della procedura di insolvenza, in amministrazione controllata.

    Cosa ha portato alla procedura di insolvenza? 65 milioni di debiti dell’azienda verso i suoi numerosi creditori- “Tra questi – ci spiega Daniele Carchidi della Cgil – il principale è l’Erario. Negli anni l’azienda ha camuffato il bilancio e non ha versato l’Iva, l’Irap, non ha pagato le tasse all’erario e poi sono arrivate le cartelle e la proprietà è stata sostituita dai commissari”.

    Il sit-in, al quale hanno partecipato pochi lavoratori fuori dall’orario di lavoro, si è tenuto mentre a Roma, presso il ministero dello Sviluppo economico, si stava svolgendo il più generale tavolo di crisi sui call center.

    Sit-in infocontact Catanzaro 2

    Al termine del sit-in, una delegazione di dipendenti ed i rappresentanti sindacali hanno incontrato il prefetto di Catanzaro, Luisa Latella, perché prenda istituzionalmente parte alla vicenda.

    “Quello che vogliamo – spiegano i lavoratori – è essere maggiormente tutelati e che sia convocato immediatamente un tavolo presso il ministero dello Sviluppo economico, dove si discuta esclusivamente della vicenda Infocontact che in Calabria dà da mangiare a 1800 famiglie. Mandare a casa 1800 lavoratori significa rinunciare al 10% del Pil regionale e questo i politici lo sanno bene”.

    Obiettivo, dunque, quello di ottenere le clausole sociali che garantirebbero all’operatore di call center di seguire la commessa anche se questa dovesse cambiare società di gestione. “L’Italia – sottolineano i rappresentanti sindacali – è l’unica nazione europea a non aver ratificato la norma che prevede le clausole sociali e noi nel tavolo ministeriale chiederemo proprio questo”.

    Alla base della protesta l’avvicinarsi della data di scadenza della commessa di Wind che in Infocontact dà lavoro a 300 dipendenti. Ieri i rappresentanti sindacali e la Wind, hanno avuto un incontro nel quale si è riusciti ad ottenere una proroga della scadenza fino ad aprile 2015, quando sarà pubblicato il nuovo bando. “Interessati a rilevare i rami dell’azienda – dichiarano i rappresentanti sindacali – che è ancora viva come attività lavorativa, sono quattro: Almaviva Contact, Bpo Comdata, Call & Call e Abramo customer care. Noi vorremmo che quando l’azienda sarà rilevata vengano garantiti i posti di tutti i lavoratori”. L’amministrazione controllata, però, ha fatto in modo che avere maggiori possibilità di ottenere la cessione dei rami di azienda sia garantita l’occupazione degli attuali dipendenti. chi ne occuperà di più avrà più possibilità di acquisire l’azienda. In verità in Infocontact ci sono diversi problemi, il primo è che è spropositato il rapporto staff produttivi diretti, ossia ci sono più capi che operai e non è detto che le nuove aziende decidano di inglobare tutti i produttivi diretti.

    Sit-in infocontact Catanzaro 2

    Vista la situazione, già questa mattina l’ufficio della Prefettura ha inoltrato una nota al ministero dello Sviluppo economico, nella quale si chiede l’avvio del tavolo ministeriale, sottolineando che la Calabria, vista la crisi, non può permettersi la perdita di 1800 posti di lavoro. “Abbiamo già contattato il ministero – spiega il prefetto Latella – per chiedere l’avvio di un tavolo dedicato solo ad Infocontact. Supereremo tutti insieme questo momento difficile attraverso i canali giusti e governando i processi di crisi senza farci travolgere, ma soprattutto operando e non lamentandoci. In tempi brevi vi garantisco che ci metteremo nuovamente in contatto con il ministero. Collaboreremo con tutte le istituzioni, regionali e locali, per trovare una soluzione. Quindi massima attenzione e massima collaborazione”.