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    Processo Marlane, Nesci (M5S): ‘Colpo al cuore per tutta la Calabria, vittime colpite 2 volte’

    L’assoluzione di tutti gli imputati nel processo Marlane (LEGGI QUI LA NOTIZIA), inizia a provocare le prime reazioni del mondo politico. Il primo commento sulla sentenza di primo grado pronunciata oggi dal Tribunale di Paola dopo 10 ore di Consiglio, è quello del M5S ed arriva dalla deputata Dalila Nesci. “È sconcertante – scrive in una nota stampa – la sentenza sul caso Marlane. Significa che non ci sono responsabili per i 159 ammalati, tra dipendenti e familiari dei lavoratori dello stabilimento tessile di Praia a Mare (Cosenza), novantaquattro dei quali sarebbero poi deceduti”.
    Molti degli ex dipendenti della Marlane, il lanificio sott’accusa di proprietà del Gruppo Marzotto, parte in causa nel processo, sono morti in seguito a tumori e neoplasie varie sopravvenute, secondo i diversi periti, proprio per gli effluvi delle sostanze nocive con le quali lavoravano. “Questo caso – ha aggiunto la deputata – è rimasto troppo a lungo nel silenzio, confinato nell’ambito locale. Il dolore delle vittime e dei loro familiari è stato coperto da una cappa di silenzio, come molte altre vicende che si consumano in Calabria. Il Movimento cinque stelle aveva presentato di recente un’interrogazione parlamentare anche sulle ultime inquietanti notizie relative al processo, oltre che per la bonifica del sito. La Calabria subisce l’ennesimo colpo al cuore”.

    Il Tribunale di Paola, tuttavia, non ha ritenuto d’accogliere le richieste dei due pubblici ministeri, Linda Gambassi e Maria Camodeca, che per gli imputati avevano chiesto pene fino a 10 anni di reclusione. “In tribunale – ha concluso Dalila Nesci – si ricostruisce una verità tecnica, che spesso può essere altra dalla realtà. Qui c’è una verità sicura, al di là dello specifico processuale, cioè che gli ammalati e i loro parenti vengono colpiti per una seconda volta, forse in modo più grave”.