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    Disoccupazione giovanile: Calabria tra peggiori in Europa

    La Calabria e il lavoro non vanno d’accordo. Disoccupazione ai massimi storici

    di Clara Varano – Il lavoro continua ad essere la piaga sociale della Calabria. Aumenta, secondo l’Istat, infatti, la percentuale di disoccupazione nella nostra regione, che raggiunge il 23,4% percentuale che fa della Punta dello Stivale la regione con il maggior tasso di disoccupazione d’Italia. I dati raccolti dall’Istituto di statistica riguardano tutto il 2014, che ha avuto degli alti e bassi, ma che ha registrato un punto percentuale in più rispetto al 2013 di disoccupazione.

    Parliamo di 160mila persone che non hanno una occupazione, 69mila donne e 91mila uomini. Tra questi 22mila, circa il 17%, sono ragazzi laureati, 71mila sono le persone che hanno perso il lavoro e ne cercano uno nuovo, 65mila, invece, sono le persone che non hanno avuto alcuna esperienza pregressa.

    Quello che maggiormente preoccupa è il dato che riguarda la disoccupazione giovanile che è arrivata al 59,7% questo significa che più di un giovane su due, la cui età è compresa tra i 15 ed i 24 anni, non lavora. Un dato ancora più allarmante se si considera che nel resto d’Italia il tasso di disoccupazione in media è del 12,7% e che seppur elevato, quello giovanile si ferma circa al 42%.

    Sorprendentemente nelle province i dati sono più incoraggianti. A parte Cosenza e Crotone che registrano rispettivamente il 27,8% ed il 27,2%, una percentuale maggiore rispetto al 2013, le altre province hanno evidenziato una diminuzione della disoccupazione. Catanzaro è passata dal 21,1% del 2013, al 20,4%, Reggio Calabria dal 20,5% al 19,2% e Vibo Valentia dal 22% al 19,4% del 2014.

    Positivo, però, il dato sul tasso occupazionale che in Calabria con il 39,3% cresce rispetto al 2013. La Provincia con maggiore occupazione è Catanzaro con il 44,2% di occupati. Le altre, che comunque migliorano rispetto al 2013, raggiungono il 38%. In regione, dunque, sono occupate 523mila persone, 331mila uomini e 192, sempre meno degli uomini, donne. Ed ammonta a 107mila il numero dei laureati che hanno una occupazione.

    Si riduce anche di un punto percentuale il tasso degli inattivi, i cosiddetti Neet, ossia le persone che non studiano, non lavorano e non sembrano essere interessate a cercare un posto di lavoro. In Calabria con il 48,5%, i Neet, scendono a 634mila, 400mila donne e 234mila uomini. Di questi il 25,6% sono laureati e la percentuale delle donne pari al 32,2% supera quella degli uomini che si ferma al 26%.

    A livello provinciale la provincia che presenta un maggior numero di inattivi è Cosenza, dove i Neet sono 226mila, segue Reggio Calabria con 191mila e Catanzaro con 107mila. Chiudono la classifica Vibo e Crotone, dove si contano 57mila e 54mila inattivi.

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