Quella fornitaci dal Rapporto annuale di Bankitalia sull’ economia regionale è un’analisi drammatica, numeri che si aggiungono a quelli degli scorsi anni e che disvelano nella loro precisione e freddezza l’entità della crisi economica ed occupazionale in atto.
Naturalmente in un quadro così preoccupante non è per nulla consolatorio il fatto che vi siano settori, come l’agricoltura e l’agroalimentare, che reggono ed anzi registrano performance positive; non è consolatorio ma tuttavia dovrebbe indurre chi ha o avrà responsabilità politiche e di governo regionale a ragionare bene su quali debbano essere le politiche di sviluppo in calabria e quali i necessari strumenti di ulteriore sostegno.
Il comparto agroalimentare calabrese è il quinto in Italia in termini di valore aggiunto, nel 2013 ha contribuito per quasi il 40% alle esportazioni regionali e negli ultimi sei anni la crescita delle esportazioni ha registrato complessivamente un dato positivo del 5,1%; ed in una situazione complessiva assolutamente drammatica c’è da dire che anche per l’occupazione i dati del sistema agricolo lasciano ben sperare.
A volte i numeri non necessitano di commenti troppo approfonditi perché la loro evidenza è tale da non dover perdere troppo tempo; e siccome qusti dati sono evidenti oltre ogni dubbio o sofisma interpretativo vorremmo formulare un auspicio ed un invito.
L’auspicio è che questa situazione possa complessivamente migliorare in fretta perché il sistema economico regionale è profondamente segnato dalla crisi, l’invito riguarda invece tutte le istituzioni ed i decisori politici affinché si possa definire una complessiva e condivisa strategia di sviluppo regionale partendo innanzitutto dal settore agricolo ed agroalimentare che dimostra – ancora una volta – di essere un asset determinante, stabile, anticiclico e capace di performance positive.
Tanto per l’invito quanto per l’auspicio valga un ancor più forte appello, che la classe politica si confronti e si divida, che si scontri e faccia tutto ciò che è democraticamente fisiologico nella contesa elettorale ma che – alla luce di questi dati – la finisca con polemiche sterili ed inutili perdite di tempo.
Come il Rapporto Bankitalia testimonia mentre i medici studiano (!) il paziente inesorabilmente muore.
Mauro D’Acri
Coordinatore regionale Agrinsieme





