“Quello che pretendiamo oggi da Magorno e dall’esecutivo – afferma Nino Costantino della Cgil – sono risposte chiare e soddisfacenti. Il Pd è il maggiore partito di Governo e, quindi, ha maggiori responsabilità. Molti noi sono iscritti al partito”.
In particolare, i partecipanti al presidio di Lamezia Terme (LEGGI QUI LA NOTIZIA), sottolineano il no al jobs act e alla cancellazione dell’articolo 18 e il netto rifiuto delle politiche economiche del Governo Renzi. Il presidio ha portato una delegazione di lavoratori e sindacalisti all’incontro con il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno. Nel confronto sono state ribadite le richieste che la Cgil avanza e che giovedì prossimo Magorno porterà a Roma, sia al Pd che in parlamento. Magorno ha garantito di farsi portatore delle istanze dei lavoratori e dei sindacati con l’esecutivo, ma anche di coinvolgere la deputazione calabrese. “Devono spiegarci – sottolinea Claudia Carlino della Cgil – dala parte di chi stanno. Se sostengono i lavoratori oppure la forma nordica di utilizzo del lavoro”. Le richieste chiare della Cgil, alle quali si associano anche Cisl e Uil, arrivano dalla voce del segretario Michele Gravano e sono: “Un tavolo politico nazionale e non tecnico anche con le segreterie confederali e il pagamento di tutto il 2013”. Secondo quanto dichiarato dai lavoratori presenti al sit-in, infatti, l’Inps, avrebbe chiarito che per chiudere e quindi pagare tutto il 2013 servono 100 milioni di euro.
(ClaVa)





