A Torino, nel vibrante contesto di Terra Madre Salone del Gusto 2026, si compie l’ultimo, grande lascito intellettuale di Carlo Petrini. Ufficialmente presentati al pubblico i diciotto volumi degli Atlanti dell’Arca del Gusto, un’opera enciclopedica monumentale pubblicata da Slow Food Editore per mappare e proteggere 1450 prodotti agroalimentari italiani a rischio estinzione. Frutto di un lavoro trentennale iniziato nel 1996 nelle Langhe, questo compendio cartaceo si pone un obiettivo cruciale per il nostro Paese, da Nord a Sud, Calabria inclusa: difendere la biodiversità agricola e tramandare alle future generazioni i saperi millenari delle comunità locali.
CHE COS’È L’ARCA DEL GUSTO E QUALI PRODOTTI TUTELA?
L’Arca del Gusto è il più ambizioso progetto di catalogazione creato da Slow Food per censire e salvaguardare il patrimonio agroalimentare. I 18 Atlanti, strutturati su base regionale, raccolgono in modo meticoloso varietà vegetali, razze animali autoctone, formaggi rari, salumi tradizionali e pani antichi che la standardizzazione industriale minaccia di cancellare per sempre.
Come sottolineato con emozione da Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, la pubblicazione rappresenta la concretizzazione dell’«ultima visione di Carlin». Il fondatore desiderava fortemente che quest’opera fosse stampata su carta, pronta per essere vissuta, consultata e studiata all’interno di scuole, osterie, biblioteche e centri di ricerca. Non si tratta di un semplice archivio statico, ma di uno strumento culturale vivo e dinamico, un punto di partenza per continuare a scoprire i cibi dimenticati che narrano la storia profonda dei nostri territori.
LE SINERGIE ISTITUZIONALI: UN FRONTE COMUNE CONTRO L’OMOLOGAZIONE
La realizzazione di questa imponente collana editoriale ha richiesto un eccezionale sforzo corale, unendo la capillare rete territoriale di Slow Food con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Cruciale è stato il supporto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), l’ausilio della banca dati Ismea e la preziosa collaborazione de I Borghi più Belli d’Italia.
Le voci delle istituzioni confermano la portata storica dell’opera:
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Il Ministro Francesco Lollobrigida ha definito l’Arca uno strumento vitale per contrastare l’omologazione globale, elogiando Petrini per aver cambiato la percezione del cibo e restituito dignità assoluta al lavoro della terra.
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Livio Proietti, presidente di Ismea, ha ribadito la necessità di sostenere la competitività e l’innovazione per gli agricoltori e gli artigiani, veri “custodi” del paesaggio e del mercato nazionale.
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Nicola Perullo, rettore dell’Università di Pollenzo, ha rimarcato il rigore scientifico del progetto, dedicando un commosso ricordo al ricercatore prematuramente scomparso Dauro Zocchi, che a questo lavoro ha dedicato inesauribile passione.
DOVE SCOPRIRE I PRODOTTI SALVATI E IL FUTURO NELLE SCUOLE
Fino al 27 settembre 2026, cittadini e addetti ai lavori possono ammirare centinaia di questi prodotti salvati presso la grande area espositiva di Slow Food in piazza Castello a Torino, realizzata con il contributo del Masaf.
Ma l’impatto degli Atlanti andrà ben oltre i giorni del Salone. I 18 volumi diventeranno immediatamente strumenti di educazione civica e alimentare: a partire dall’11 novembre, in occasione della Festa degli Orti, saranno inseriti nei kit didattici destinati a centinaia di classi italiane nell’ambito del progetto Orto Slow Food. Un’iniziativa resa possibile anche grazie all’immenso network di partner pubblici e privati—da istituzioni bancarie a eccellenze aziendali come Acqua S. Bernardo, Pastificio Di Martino e Iren—che continuano a sostenere con forza la missione vitale di Terra Madre e Slow Food.






