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    Reggina: un silenzio preventivabile

    Che potessero essere giorni di preventivabile silenzio in casa Reggina, lo si diceva da giorni. Si è anche già detto che, paradossalmente, il fatto che nessun potenziare acquirente sia uscito allo scoperto deve essere salutato con meno preoccupazione di quanti non ne abbiano alcuni.

    Anche perché, giusto nei giorni scorsi, sono arrivati presunti forti interessamenti nei confronti di Cagliari e Palermo e da soggetti ben definiti. Poi nel tempo si è scoperto che in un caso è arrivata la smentita dei sardi e nell’altro si è ancora lontani dalla definizione.

    A testimonianza che chi vuole agire non ha affatto la necessità di rendere di dominio pubblico le proprie azioni.

    Il fatto che, inoltre, la stessa Reggina non abbia interesse a far circolare il più possibile il fatto che necessiti di un acquirente è un altro elemento che va letto come la conferma del fatto che ci siano procedure avanzate di compravendita.

    Lo status delle cose ormai appare chiaro: dopo l’approvazione del bilancio, sarà il momento di mettere nero su bianco. Quante parti aderiranno davvero all’asset messo in piedi dall’intermediario impegnato? Tutti? Qualcuno? Pochi?  Nessuno? Fino al momento delle firme queste informazioni resteranno con il dubbio.

    Lo stesso silenzio riguarda le dinamiche societarie. Nessuno sa chi approverà il bilancio e mai probabilmente sarà annunciato un nuovo amministratore. Dovrebbe toccare a De Lillo, con una delega speciale.   Di certo non arriverà un annuncio o un comunicato dall’autorità giudiziaria.

    Serve qualche giorno di attesa per sapere se davanti ci sarà il “tutto” o il “niente”.