Altro che fanatici della dieta mediterranea. A quanto pare l’Italia è grassa, se preferite cicciotella. Comunque in soprappeso. A darne conferma è l’Istat che, pubblicando i dati dell’ultima indagine svolta su scala mondiale, non lascia spazio ai dubbi. La nostra penisola si aggiudica infatti il podio, con un terzo posto, nella scala dei Paesi con la popolazione più obesa. Prima di noi soltanto gli Stati Uniti, che trionfano, e la Spagna cui va un dignitoso argento. Ma al di là dello scherzo c’è ben poco da gloriarsi. Perché lungi dall’essere una rilevazione di costume, l’indagine Istat è funzionale alle ricerche scientifiche che operano nel campo delle malattie cardiovascolari e di quant’altro leghi la salute dell’uomo ai disturbi causati da una cattiva alimentazione.
Una seconda indagine, più analitica ed operata sul territorio italiano, mostra, tra l’altro, che la percentuale più alta di obesi, nella nostra nazione, risiede nelle regioni del sud. Con uno scarto di oltre il 20% rispetto a quelle del centro-nord.Dunque cade un altro tabù e cioè che il freddo faccia ingrassare. E’ una scusante che possiamo dire a noi stessi per perdonarci una cioccolata calda di troppo o un bis di maccheroni a cena. Se così non fosse, allora un trentino cosa dovrebbe fare e soprattutto quanto dovrebbe pesare? Non potrebbe essere, invece, che forse continuiamo a voler pensare che l’olio crudo, infondo, fa bene e quindi ci sentiamo liberi di innaffiare, con mezzo litro, i nostri pomodori? O magari crediamo ancora alla storia che le melanzane alla parmigiana, anche se fritte e ben condite, non siano nocive perché sempre e comunque appartenenti alla grande famiglia delle verdure?Ma chi vogliamo prendere in giro? Un antico saggio disse che in media stat virus. E, forse, non parlò invano.
Da un lato ci sono le frenesie esasperate dei peccati di gola. Quelle condotte all’eccesso, continue e fuori controllo, che nel caso migliore portano ad investire pochi spiccioli per aggiungere un paio di buchi alla cintura ma che di contro, nel caso peggiore, conducono a disturbi cardiovascolari, al colesterolo sino a problemi fisici ben più gravi. Dall’altro c’è il costume nazionale (che fortunatamente sembra stia iniziando a passare di moda); quello della valletta anoressica che capeggia sugli schermi; quello delle maniquene che sfilano sulle passerelle e che, per quanto poco pesano, fanno temere di non riuscire a ultimare la loro breve passeggiata; quello delle adolescenti vittime di questa cultura distorta; quello degli stilisti che (per risparmiare stoffa?) fanno della taglia 38 il loro biglietto da visita.Ma per fortuna c’è anche l’altra soluzione, la via di mezzo appunto. L’Italia che è per antonomasia la terra dei compromessi, delle sane abitudini e qualche volta anche degli equilibri, può sperare di rientrare nel suo peso. Può una volta per tutte imparare a mangiare. Trovare l’equilibrio tra il piacere dei suoi sapori, il giusto nutrimento ed il reale fabbisogno che il fisico richiede. Niente rinunce solo moderazione. Come disse un altro vecchio saggio (la bisnonna!) “anche il veleno, in piccole dosi, può non far male”.E allora sì che olio, formaggi, melanzane, pastiere, cannoli ed anche un buon bicchiere di vino si esaltano al gusto come un’estasi del piacere tutta da gustare. Che la ciccia, così come le maniacali forme di magrezza, scompare per lasciare il posto alla normalità, alla salute, alla linea e soprattutto ad un bel sorriso di soddisfazione.




