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    I Bronzi di Riace: l’ipotesi Moreno (con video)

    Chairete!

    Mentre tutte le altre ipotesi sono state pubblicate in singoli articoli scientifici, solo Paolo Moreno,  Università di Roma La Sapienza, ha sentito la necessità di fare conoscere la sua teoria realizzando un saggio.

    In questo volume, molto ricco, lo storico dell’arte affronta la questione da ogni punto di vista, coprendo tutti gli aspetti storico-artistici, di iconografia e di archeometria relativi ai due Bronzi.

    Le conclusioni del Moreno, come si potrà vedere nella breve chiacchierata, sono molto interessanti, anche se presentano alcuni spunti di critica. La sua idea è che le statue siano state ideate da una sola mente artistica, ma poi realizzate da due diversi bronzisti (Hageladas ed Alkamenes), e che rappresenterebbero due eroi dei Sette a Tebe: Tideo ed Anfiarao.

    I “Sette a Tebe” verte sulla contesa sorta tra i figli di Edipo, Eteocle e Polinice, riguardo al regno della loro città natale,Tebe. I fatti: dopo che Edipo aveva scoperto di avere ucciso il proprio padre e sposato la madre Giocasta, generando da lei figli che erano nel contempo suoi fratelli, il tiranno di Tebe aveva deciso di esiliarsi volontariamente, dopo essersi accecato e dopo avere maledetto i figli maschi. Alla sua partenza, i due fratelli si erano accordati decidendo di regnare ad anni alterni: il primo a prendere il diadema regale sarebbe stato il maggiore dei figli, Eteocle. Allo scadere dell’anno, Polinice si era presentato a reclamare quanto gli spettava, trovando il netto rifiuto da parte del fratello. Andato ad Argo, aveva stretto amicizia con Tideo, anch’egli in esilio, ed avevano sposato due figlie del re di Argo. Gli Argivi avevano, quindi, aiutato Polinice a riprendersi il regno, organizzando una spedizione guidata da sette insigni generali. La guerra che ne era scaturita ebbe il suo acme nel duello fratricida tra Eteocle e Polinice, che si uccisero a vicenda, lasciando il trono allo zio materno Creonte.

    Eu prattein!

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