Chairete!
Questa piccola chiacchierata intende spiegare le principali ipotesi che sono state avanzate sui Bronzi di Riace, dando per ciascuna le prove a sostegno e le osservazioni critiche, lasciando, così, ognuno arbitro della contesa scientifica. Ovviamente, le ipotesi di eruditi e di intellettuali locali sono state completamente ignorate, per evitare di introdurre elementi di disturbo per la comprensione.
Vedremo insieme come, contrariamente a quanto accade di solito, non ci sia accordo su quasi niente da parte degli specialisti: non sulla data di realizzazione, non sull’autore o sugli autori, non sull’identificazione dei due personaggi, non sulla scuola di bronzistica che li ha realizzati. La spiegazione, a mio parere, è che ci troviamo di fronte a due opere che non sono state realizzate ad Atene, perché, invece, per quel che concerne le opere attiche, gli studiosi riescono ad inquadrare una singola opera datandola al quinquennio.
I guerrieri da Riace sono, invece, delle opere totalmente diverse dalle altre, avendo alcuni primati indiscussi: sono le opere realizzate con la maggiore minuzia di particolari (basta pensare alle orecchie del Bronzo A, che sono state realizzate per essere poi coperte completamente da riccioli fusi a parte e poi saldati al loro posto, o alla cuffia del Bronzo B); sono le statue che hanno il minor spessore del bronzo, al punto che già in epoca romana nessuno era più in grado di realizzare un simile diametro; il Bronzo B è l’unica opera antica che è stata restaurata in antico (il braccio destro era andato in pezzi in seguito ad una caduta, e così ne è stato fatto un calco ed è stato rimesso al suo posto).
Seguendo il breve filmato, andiamo insieme alla scoperta delle varie teorie …
Eu prattein!
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