Riceviamo e pubblichiamo
Gentile Direttore,
leggendo l’articolo di cui in oggetto, tornano nella mia mente gli spettri del passato, si riaprono ferite mai guarite; ricordo come fosse ieri che la nostra città da quel fatidico momento (luglio del ’70), dopo la rivolta ed il saccheggio dei moti, subì l’ancor più grave saccheggio materiale e morale in favore della città di Catanzaro.
Oggi però, dopo anni di scoramento, sono felice perchè ho avuto la fortuna di assistere all’ennesima rinascita di Reggio, all’ennesimo miracolo che si è verificato, al di la delle ideologie e polemiche politiche.
Certo i problemi anche gravi ci sono ancora, ma ricordiamoci come eravamo negli anni 80 e 90 quando il compianto sindaco Falcomatà fece ingresso da primo cittadino a Palazzo San Giorgio.
Reggio, nella sua millenaria storia, non è la prima volta che risorgere dalle macerie dopo terremoti, carestie, pestilenze, distruzioni da guerre ed invasioni straniere ed io consiglierei un po’ tutti a non curarsi delle interviste di uno dei maggior responsabili di quel triste sfascio.
Se non ricordo male nell’enciclopedia on line Wikipedia, nella biografia di Emilio Colombo, si legge: ..e ha ammesso davanti ai magistrati d’essere consumatore di cocaina, sostenendo che fosse a fine terapeutico”( .http://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_Colombo).
Adesso mi viene da chiedermi una cosa che forse potrà chiarirmi i dubi sui contenuti della sua intervista sul Sole 24 Ore, ma il senatore a vita consuma ancora cocaina per fini terapeutici? Se la risposta è affermativa ecco spiegato il dilemma. Ma nel 1970 diventa un po’ difficoltoso dare una giustificazione al suo operato nei confronti della città di Reggio perchè la biografia di cui sopra non ne fa menzione!
Con stima
Lorenzo Federico




