
da www.sanitacalabria.it – L’assessore alla sanità, Spaziante, è, evidentemente il più attento esponente del Governo regionale rispetto al percorso del federalismo fiscale che pare essere vicino al varo.
Lo è semplicemente perché il comparto-sanità, che da solo assorbe più di due terzi della spesa pubblica calabrese è, matematicamente, quello maggiormente a rischio-tagli.
E’ di questi giorni la proiezione che riguarda le somme a disposizione delle varie Regione una volta abolito il criterio della “spesa storica” ed avuto accesso a quello del “giusto prezzo”. Alla sanità calabrese toccherebbe il 18% di risorse in meno
Ma Spaziante, che oltre ad essere un tecnico super-esperto ha anche esperienza multisettoriale da vendere, attinge, come fa spesso, al suo bagaglio di riflessività. “Di certo” – valuta parlando lentamente – “il criterio della spesa storica non può essere utilizzato oltre, ma io fare attenzione ad applicare logiche strettamente matematiche quando si parla di settori che hanno un impatto sociale forte e diretto”.
Ma, prendendo per buoni i dati, viene da chiedersi come sia possibile che il servizio offerto dalla sanità calabrese, non certamente tra i migliori, abbia un costo quasi di un quinto superiore a quello definito equo.
La rima tra il dato e la voce sprechi rischia di essere baciata: “Non possiamo e non dobbiamo sottrarci alle responsabilità” – afferma Spaziante – “e di certo la spesa va razionalizzata e verificata in tutte le sue voci per abbattere le fonti di sperpero, ma, ripeto, sono certi automatismi che non stanno in piedi, perché le voci, i parametri non sono omogenei”
Il che sarebbe come dire che una prestazione non può avere un costo oggettivo: “Il panorama è amplissimo e variegato; in effetti alcune voci sono grandemente differenti nei costi; immagini quanto può costare nel rapporto tra costi e numero di assistiti una guardia medica in uno dei tanti paesini di montagna della Calabria, spesso difficili da raggiungere e quanto, la medesima guardia medica, possa costare in territori più popolati. Si tratta solo di un esempio, ma che deve farci riflettere: attenzione agli automatismi matematici. Ne va della sopravvivenza dello stato sociale”




