Riceviamo e pubblichiamo:
Solo Piazza Italia divide Palazzo Foti da Palazzo San Giorgio; ma qual è l’effettiva distanza tra la sobrietà e l’efficacia con le quali in questi anni è stato guidato l’ente provinciale e la politica degli annunci, che ormai da sei anni caratterizza la compagine di governo cittadino?
Come riportato da autorevoli organi di stampa nazionale, la Provincia di Reggio Calabria è tra gli enti che si sono contraddistinti per la sana gestione delle operazioni di finanza innovativa. Infatti la nostra Provincia ha attualizzato risparmi per oltre 2 milioni e mezzo di euro, immediatamente disponibili per spese in conto capitale, che potranno essere reinvestiti in nuove infrastrutture e servizi. Tale rinascimento di virtuosità amministrativa è giunto dall’attuale ministro alla Pubblica Amministrazione Brunetta, nel corso della campagna di individuazione delle amministrazioni che lavorano “bene e con coscienza”.
Il presidente della Provincia Morabito non è un “urlatore”, ma un probo ed onesto amministratore. I reggini non devono dimenticare che l’ente di gestione dell’Aeroporto dello Stretto non è stato liquidato solo grazie all’intervento deciso della Provincia. Mentre l’inquilino di Palazzo san Giorgio con indosso la maglia amaranto, insieme a suoi noti alleati, spingeva verso soluzioni che avrebbero potuto comportare la liquidazione della Sogas, con il probabile ridimensionamento delle attività del “Tito Minniti”.
Pertanto la politica della positiva riservatezza operativa ripaga, e tanto, rispetto a quella degli annunci ossessivi che per il Comune nella maggior parte dei casi si sono risolti in clamorosi fallimenti o becera demagogia. Il fallimento degli swap comunali certificati dalla Corte dei Conti, che hanno indebitato il nostro Comune fino al 2025; la demagogia della campagna pubblicitaria sulla bassa tariffazione del servizio idrico, che omette di riconoscere il merito delle stesse alla Provincia. Ma c’è di più. Il sindaco Scopelliti impegnato nella querelle sul vice sindaco e sugli incarichi dirigenziali da assegnare ad ex assessori, sugli equilibri all’interno del centrodestra (in merito ai quali quotidianamente si registrano interventi di tutti contro tutti), nel tentativo di ricevere la nomination di candidato a governatore della Calabria, ha dimenticato di comunicare alla città che il nostro Comune ha un debito di circa 90 milioni di euro per il servizio idrico. Ed i soldi che i reggini hanno versato per il servizio reso che fine hanno fatto?
Per non parlare poi delle fandonie sui project finance che prevedono interventi per 200 milioni di euro nell’ultimo Piano triennale della Opere Pubbliche. Aspettiamo con ansia un rapporto alla città.
L’indagine svolta dalla fondazione “Civicum”, impegnata nella promozione del principio di trasparenza dei conti pubblici, non fa ben sperare visto il giudizio estremamente negativo dato al bilancio del nostro Comune, piazzatosi al penultimo posto.
Inoltre, l’amministrazione sfiora il ridicolo nella vicenda Atam, col proprio tentativo di smarcarsi dalla crisi gestionale che colpisce l’azienda, nonostante ne detenga il cento per cento delle azioni, assumendo confuse posizioni di lotta e di governo.
Queste sono solo alcune delle questioni importanti con le quali la città di Reggio deve fare i conti e che l’attuale politica degli annunci, della confusione amministrativa e della strumentalizzazione politica, può solo aggravare. Col rischio di condurre Reggio al tracollo finanziario – amministrativo già avvenuto in altre città governate dal centrodestra (Taranto e Catania), che all’interesse pubblico ed alla sobrietà dei comportamenti hanno preferito gli scopi pubblicitari e gli annunci privi di concretezza.
Il capogruppo dei D.S. al Comune di Reggio Calabria
dott. Demetrio Martino




