• Home / RUBRICHE / Lettere a Strill / Discarica di Rosarno: la preoccupazione del movimento “Per il Bene Comune”

    Discarica di Rosarno: la preoccupazione del movimento “Per il Bene Comune”

    Riceviamo e pubblichiamo:
    Sulla problematica sorta intorno alla discarica dello “Zimbario” di Rosarno il Movimento Politico “Per il Bene Comune”, dopo specifica riunione del Direttivo regionale e locale, riunitosi nella sede gioiese di via Regina Elena,  esprime profonda preoccupazione per il profilarsi di quello che si configurerebbe come l’ennesimo atto di degrado ambientale nel territorio della Piana di Gioia, già segnato dall’istallazione di mega-impianti dal devastante impatto ambientale.

    E’ cosa ormai nota che gli inceneritori e non termovalorizzatori come ingannevolmente  vengono definiti (l’esempio e l’esperienza di Gioia Tauro sono emblematici),  non risolvono il problema delle discariche ma lo accentuano, necessitando di luoghi speciali per il contenimento delle ceneri residue delle combustioni. Tant’è vero che è di dominio pubblico la richiesta da parte della Veolia, società francese che gestisce l’inceneritore di contrada Cicerna, di 44 h di terreno ricadenti nel comune di Rosarno, al fine di potervi realizzare una discarica per un milione di metri cubi di ceneri residue dall’incenerimento dei rifiuti, rifiuti solidi urbani, residui degli impianti di trattamento (come riportato e mai smentito dalla stampa locale il 29 maggio 2008).

    L’operazione avverrebbe previa bonifica da parte della società francese dell’intera area dello Zimbario, vera e propria discarica a cielo aperto.

    Sulla questione Pbc ritiene preliminare a qualunque discorso stabilire con certezza e con carattere d’ufficialità, da parte di organi e istituti pubblici, senza interessi economici in gioco, in base a quale studio ed a quali dati risulta in maniera ufficiale che il suolo e/o il terreno dello Zimbario è inquinato e da quali sostanze risulta inquinato?

    Per Pbc i punti interrogativi a questo punto sono molteplici: se sostanze tossiche, come da più parte paventato, sono già penetrate in profondità per centinaia di metri nel terreno sabbioso del quale è composta la zona, raggiungendo fonti d’acqua da sempre utilizzate per uso potabile, che danni hanno già provocato?

    Ed, inoltre, se lo Zimbario fosse davvero tanto inquinato come si pubblicizza da parte degli amministratori locali perché in tutti questi anni non si è assunto nessun provvedimento?

    Quali sono a causa del paventato inquinamento i rischi che stanno correndo le popolazioni che vengono raggiunte e usano quotidianamente acque per uso potabile e per l’irrigazione dei campi provenienti dai numerosi corsi che a diverse altezze sotterranee (e non) attraversano l’area dello Zimbario?

    Come si sta proteggendo, ad oggi, la salute dei cittadini?

    Ma soprattutto come intende procedere alla bonifica la Veolià? Si spera non semplicemente scorticando per un paio di metri il terreno …e tutto quello che c’è sotto come verrebbe bonificato?

    Che senso ha proporre di risanare un’area, semplicemente per installarvi una mega discarica di tipo speciale per ceneri inquinandola così per sempre?

    Qualcuno si è chiesto perché se ci dovessero essere solo benefici per la popolazione, la Multinazionale francese Veolia, che è una società a scopo di lucro e non una ONLUS, è disposta a realizzare “a titolo compensativo” – donando al Comune un impianto fotovoltaico, serre per la coltivazione (!!!), aree ludiche (!!!) e 2 milioni e 100 mila euro di royaltes annue? In genere, più è alto l’indennizzo più il danno è grave per la salute della popolazione, per i terreni e per i prodotti locali … .Allora forse sarebbe opportuno chiedere a qualcuno, magari medici specialisti in oncologia o agronomi, di spiegare cosa e quanto dovranno pagare in termini di danni alla salute o alle colture agricole i poveri cittadini della Piana.

    Il Coordinatore di Gioia Tauro PBC                  Il Coordinatore Regionale di Pbc

    Iacopo Rizzo                                                          Renato Bellofiore