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    Centrale a carbone: il pensiero dei Socialisti

    Riceviamo e pubblichiamo:

    Esprimiamo un plauso ed un apprezzamento sincero per l’atteggiamento adottato dai sindaci di Melito Porto Salvo, Giuseppe Iaria, e di Roghudi, Agostino Zavettieri, e dagli altri sindaci dell’area in relazione alla prospettata possibilità di impiantare una centrale a carbone nell’area dell’ex Liquichimica.
    Essi dimostrano un ammirevole senso di responsabilità nella loro qualità di genuini rappresentanti delle comunità che li hanno eletti proprio per tutelare e portare avanti le istanze di crescita dei loro cittadini.
    Non si può, infatti, avere un atteggiamento pregiudiziale e preconcetto, sia in termini di frettoloso “no” o di inconsapevole “si” quando vi sono in ballo interessi primari delle popolazioni interessate che sono, appunto, il diritto alla salute ed il diritto allo sviluppo economico e sociale.
    La posta in gioco è alta e, pertanto, è necessario avere un approccio serio ed approfondito.
    Prima di capeggiare e condurre battaglie che hanno il sapore del populismo piuttosto che di tutela delle comunità, è necessario che la proposta avanzata dalla Sei venga analizzata ed approfondita in ogni dettaglio, anche con l’ausilio ed i pareri di esperti di ogni settore. L’approfondimento e l’adeguata ponderazione è necessaria proprio per l’importanza, la valenza e le enormi ricadute sul piano occupazionale e, quindi, economico e sociale, per l’area del melitese e del reggino in generale, costituendo, la realizzazione di una centrale, un’occasione imperdibile per il rilancio e la bonifica sociale. Solo attraverso un’operazione di bonifica economico-sociale, solo stimolando e favorendo lo sviluppo produttivo delle nostre realtà si potranno recidere, unitamente alle azioni di contrasto e di repressione, i tentacoli oppressivi della criminalità organizzata.
    Non mi stupisce, comunque, la loro amarezza nel verificare l’assoluto silenzio della Regione e della Provincia di Reggio Calabria.
    Le Amministrazioni Loiero e Morabito sono sempre state caratterizzate da ambiguità ed opportunismi di vario genere. Il loro atteggiamento su Gioia Tauro, sui rifiuti, sulla sanità, sull’area metropolitana dello Stretto (ancora non si è capito come la vorrebbero realizzare) la dicono lunga. Sono solo impegnati in estenuanti rimpasti di governo oppure in dispendiosi convegni sull’asino!
    Purtroppo questa ambiguità viene da lontano ed i calabresi ed i reggini in particolare l’hanno sperimentata sulla loro pelle. L’atteggiamento ambiguamente ostile e criminalizzante di alcune forze politiche del passato che oggi costituiscono il dna del Partito Democratico verso il V Centro Siderurgico di Gioia Tauro, la Liquichimica e le OGR di Saline Joniche e comunque gli insediamenti che, allora, avrebbero potuto creare le condizioni per uno sviluppo autonomo della Calabria non deve essere dimenticato né può essere offuscato da eventuali accertamenti, postumi, di presenze ed appetiti della criminalità. Su queste dolorose pagine di storia calabrese occorrerebbero operazioni verità per impedire che si possano perpetrare ulteriori sacrilegi sulla nostra pelle 
          
    Avv. Gianpaolo Catanzariti
    Segr. Prov. RC I Socialisti