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    Eppure un progetto per Saline c'è…

    Riceviamo e pubblichiamo

    Egregio Direttore,

    Per Saline Joniche un progetto c’è, ed è molto ambizioso. Però ha un difetto: lo è solo nella mia mente!

    È infatti da parecchi anni che ci sto meditando sopra, e sono sicuro che, se venisse un giorno realizzato, a Saline Joniche giungerebbe gente da ogni parte del mondo per vedere, coi propri occhi, tutto quel che a noi passa da sempre sotto il naso senza esserci mai accorti di nulla!

    Di tale progetto avrei voluto parlare fra qualche tempo, perché ritengo che il momento non sia ancora maturo. Ma ieri sera, leggendo su Strill quanto sta verificandosi attorno al problema di Saline, ho ritenuto necessario rompere gli indugi, soprattutto dopo aver letto questi passaggi:

    «Se dovessimo arrivare al punto di dire “no”, non chiudiamo l’argomento qui facendo piombare Saline nuovamente nel silenzio degli anni, ma cerchiamo invece di proporre soluzioni alternative per la valorizzazione di quell’area, per il ripristino della linea costiera e per la distruzione dell’ex liquichimica.

    Dobbiamo bensì saperci prendere le nostre responsabilità, riconoscere che nei confronti di Saline Joniche siamo stati decisamente stronzi per lunghi decenni, e iniziare ad affrontare l’argomento con spirito propositivo e migliorativo.

    E se dopo che rifiuteremo questa centrale, come il mondo della politica istituzionale sta facendo, tornerà il silenzio per altri quarant’anni, beh allora sì che dovremo davvero vergognarci di noi stessi».

    Ecco, io non voglio che un giorno debba vergognarmi di me stesso per non aver trovato il coraggio di comunicare ad altri ciò che “frulla” oggi nella mia mente. Vi spiego:

    Mi chiamo Francesco Costarella e mi ritengo un libero ricercatore. “Libero” perché non appartengo ad alcuna istituzione pubblica o Università. Né potrebbe essere diversamente: le mie idee sono in aperto contrasto con quella che è la cultura ufficiale dominante. Per cui finora mi sono mosso non solo coi cosiddetti “piedi di piombo” ma, soprattutto, con quella tranquillità d’azione garantitami dall’anonimato.  

    Questo mi ha consentito di fare (nel corso di oltre una decina d’anni di febbrili ricerche), delle interessantissime scoperte.

    Per mettere a conoscenza di tali scoperte qualcuno degli “addetti ai lavori” (studiosi, ricercatori, ecc.) ho recentemente aperto un sito internet, riservandomi di coinvolgere l’opinione pubblica (quindi i mass media) più avanti nel tempo, quando avrei cioè ritenuto che i tempi fossero abbastanza maturi per un passo del genere. Ma ieri sera, ripeto, ho dovuto cambiare strategia.

    A questo punto credo che Lei si stia già chiedendo: ma di che “scoperte” si tratta? Le faccio subito una breve sintesi:

    1) In alcuni siti della fascia jonica aspromontana mi sono accorto che esistono pietre dall’aspetto molto “strano”. A mio avviso trattasi di Aeroliti e/o Sueviti di origine spaziale. In altre parole: meteoriti!

    2) Sulle sommità di alcune colline giacciono enormi massi sulla cui presenza la scienza ufficiale si pronuncia in maniera abbastanza approssimativa; dicono che siano il risultato di antiche glaciazioni. Ma la cosa è poco convincente, almeno per le nostre latitudini. La spiegazione, secondo me, è di ben altro tenore…

    3) Sempre in alcune località aspromontane della fascia jonica esistono “giacimenti” di pietre che… “pietre” non sono! Trattasi invece di “corpi molli” fossilizzati. Qualcosa di molto raro insomma. Li ho battezzati “Stick stones” sui quali bisogna fare ulteriori indagini (soprattutto di laboratorio) presso istituti specializzati.

    4) Ho pure dato un nome (Mottangius) a degli esseri marini serpentiformi che chiunque, osservando attentamente le “bàsole” dei marciapiedi su cui mette i piedi, potrà riconoscere (soprattutto quelle del Lungomare Falcomatà, o del Corso Garibaldi). Ho una spiegazione scientifica completamente diversa da quella finora fornita dagli studiosi.

    5) A mille metri di quota, nei pressi di una località (sempre della fascia Jonica), ho rinvenuto la prova certa che l’Aspromonte si è sollevato improvvisamente dal fondo del mare! Il che contraddice platealmente molte delle cavolate che abbiamo imparato sui libri di scuola!

    6) In un marciapiedi di Reggio ho scoperto l’esistenza di una “bàsola” dentro la quale potrebbe esserci una ulteriore prova dell’improvviso sollevamento dell’Aspromonte. Non solo: ma si potrebbe anche appurare la data (più o meno precisa) di quando ciò possa essersi verificato. Ritengo che questo costituisca una ghiotta occasione che la città di Reggio non dovrebbe assolutamente sciupare: si potrebbe infatti attrarre turismo qualificato (soprattutto reporter e scienziati) da ogni parte del mondo.

    7) Fra i reperti in mie mani c’è anche un pezzetto di legno pietrificato. Il che denota un’età molto antica. Ma la cosa strana è che vi sono presenti intagli eseguiti con attrezzi che in epoche preistoriche, stando alla scienza ufficiale, non dovrebbero esistere.

    8) Poi c’è Pentidattilo (non il paese abbandonato, bensì la rocca): anche su questa “misteriosa” presenza ci saranno molte cose da dire (e da scoprire!). E Pentidattilo sta proprio dietro l’ex Liquichimica: da ogni parte del mondo vorranno venire a vedere di che si tratta…

    E l’elenco potrebbe continuare. Ma forse è meglio che mi fermi qui. Sul sito internet comunque c’è sufficiente “materiale” per farsi un’idea abbastanza precisa del lavoro svolto. In tutti questi anni l’ho fatto nel silenzio più assoluto e lontano dai “riflettori” per avere tutto il tempo necessario perché le mie ricerche venissero svolte con calma e… senza dare “troppo nell’occhio”. E i frutti, come si può ben vedere, sono proprio tanti!

    Sono “tanti” anche perché ho lavorato su due fronti: quello energetico (vedrete, vedrete…) e l’altro sulle Scienze della Terra. Insomma: uno più interessante dell’altro (visto i momenti che stiamo vivendo).

    Ora il problema è questo: dopo cotanta fatica, avevo previsto un po’ di riposo. Mi ero riservato un breve periodo di vacanza per rimettermi in sesto e ripartire a Settembre con nuove energie (anche perché sto preparando la “seconda parte”, quella riguardante appunto il progetto che ho in mente).  Pertanto, chiunque volesse scrivermi lo faccia pure, ma sappia fin d’ora che la risposta l’avrà con un po’ di ritardo. Il che non è neanche male: egli potrà disporre di molto più tempo per riflettere sulle cose delle quali sarà venuto a conoscenza tramite il sito che è questo: (www.cofraricerca.com ) e che mi auguro siano in molti a visitare durante le vacanze.

    Ora non mi resta altro che augurare a tutti, oltre a una buona lettura, delle altrettanto… Buone vacanze!

    Francesco Costarella.