• Home / In evidenza / Reggio Calabria – La denuncia di Visionaria: “Noi abbiamo creato la mascherina pluriuso. Il Commissario straordinario spieghi la partnership con Padova”

    Reggio Calabria – La denuncia di Visionaria: “Noi abbiamo creato la mascherina pluriuso. Il Commissario straordinario spieghi la partnership con Padova”

    di Grazia Candido – Francesco Villari e Giuliano Beccaria sono due professionisti, due preziose risorse di Reggio Calabria che, in questi mesi difficili con un’emergenza sanitaria in corso, hanno messo a disposizione le loro competenze e il team qualificato dell’azienda “Visionaria Spa” con sede principale a Roma e un centro operativo in città, per creare dispositivi di sanificazione per le superfici attraverso irraggiamento Uvc e filtraggio dell’aria e dispositivi di produzione individuale.

    Grazie all’utilizzo di stampanti 3d e di termoformatori, Visionaria ha prodotto mascherine pluriuso, lavabili, in plastica atossica e con filtro rinforzato da carboni attivi. Nonostante i professionisti reggini abbiano dato un importante contributo durante l’emergenza Covid-19, questo pomeriggio presso la sede sita in via Prato n.7,  hanno denunciato la “scorrettezza” del Commissario Straordinario “reo” di un progetto sanitario con una azienda di Padova per la produzione di mascherine.
    “Visionaria nasce come impresa privata tre anni fa, non ha preso alcun finanziamento pubblico perché riteniamo che se c’è una cosa che abbia penalizzato il Sud è il doping del finanziamento – esordisce l’amministratore delegato Giuliano Beccaria – Secondo Visionaria, le aziende sane stanno sulle proprie gambe e non hanno bisogno di prendere qualcosa allo Stato togliendola a chi ne ha davvero bisogno. La nostra è una azienda che non costa nulla allo Stato e che per fortuna o per abilità, tira fuori un prodotto ottimo che, però, adesso una azienda padovana dice di aver fatto prima di noi. A Marzo, precisamente il 22, ricevo una telefonata dalla Prefettura e mi chiedono se produciamo mascherine. Abbiamo iniziato a crearle sviluppando un know-how, sviscerando tutti i problemi e portando a termine alla fine, due prodotti adatti per adulti e per bambini. La mascherina pluriuso per i bambini permette di gestire ai più piccoli il proprio servizio di sicurezza senza alcun problema”.
    L’amministratore delegato ci tiene a precisare che “Visionaria ha progettato e realizzato la prima mascherina pluriuso individuale, più economica (oltre il 40% di risparmio), sicura ed ecologica rispetto alle chirurgiche usa e getta, più efficace contro i virus e decisamente più conveniente dei DPI FFp2: un dispositivo medico di classe I tipo IIR certificato e marcato CE, al quale oggi si aggiungono i due modelli small ed extra-small per venire incontro alle esigenze di protezione dei più giovani, dei loro genitori, degli insegnanti, dell’intera comunità”.
    A puntellare la denuncia, ci pensa il Direttore generale Francesco Villari che, nel ribadire la data di nascita delle mascherine prodotte in riva allo Stretto, “Marzo 2020, oggi apprendiamo che il Commissario straordinario è in partnership con una azienda padovana per realizzare delle mascherine già esistenti e prodotte a Reggio Calabria. Come mai non siamo stati interpellati visto che noi siamo partiti a Marzo e dalle informazioni che abbiamo, l’azienda padovana sta lavorando invece dal mese di Luglio per realizzare questi prodotti sanitari tra l’altro ad oggi privi di certificazione a differenza dei nostri? Lo chiedo senza fare alcuna polemica ma solo per capire che sistema stia adottando il Commissario Straordinario. E vogliamo una risposta. Non possiamo accettare che non si riconosca che questo prodotto, sia nato qui, da un genio locale. Da mesi, abbiamo creato un prodotto unico, la mascherina più performante al mondo con il filtro al grafene, certificazione annessa, che annulla l’impatto ambientale e, soprattutto, protegge l’individuo. Forse, – tuona Villari – il problema è che questa mascherina è nata a Reggio Calabria”.
    Si sofferma sul “filtro in grafene inserito all’interno della mascherina con impatto ambientale zero ma che uccide il virus”, Luca Perna, rappresentante della società World Technology & Partners SA, azienda Svizzera il cui  stabilimento è sito in Slovacchia, spiegando minuziosamente le peculiarità del materiale idrorepellente che più che filtrare, respinge i batteri. Questo filtro è considerato “criminale” da qualcuno forse perché è stato fatto a Reggio Calabria e non in un’altra città. Ma è importante far capire i benefici di questo materiale innovativo inserito nelle nostre mascherine che offrono maggiore protezione dai batteri, una migliore permeabilità all’aria e una prolungata vita utile”.