Da molto tempo si sente parlare di personale sanitario che a causa del mancato rinnovo dei contratti deve lasciare il proprio servizio presso l’Azienda Ospedaliera. Fino alla fine abbiamo
sperato in qualche “intervento divino” che potesse scongiurare questa iattura che ridurrà drasticamente i servizi dell’Azienda. La delibera della Corte dei Conti n. 129 è certamente un atto che fa riferimento a numeri e cifre, senza tenere conto di quanto accade in una struttura sanitaria dove la presenza di un numero adeguato di operatori determina in modo assoluto la qualità del servizio. Sul territorio reggino una struttura come questa è unica nel suo genere: vi è un solo pronto soccorso, servizi indispensabili quali quelli ambulatoriali di oncologia e di rianimazione solo per menzionarne alcuni. Il personale tutto, comprensivo delle unità che saranno licenziate, è sotto stimato vista la continua riduzione degli organici a causa della mancata sostituzione dei sanitari andati in pensione. Pertanto ci si trova nella condizione di dover necessariamente chiudere dei servizi all’esterno per assicurare quantomeno una dignitosa presenza intramoenia dei reparti. Ricordiamo a tutti che già in alcuni reparti la notte non è presente il medico di guardia. Abbiamo sempre più spesso sentito parlare di numeri e mai di esigenze dei malati, mai di cosa avremmo potuto fare di più per loro. Ad esempio continuano a diminuire i posti letto in psichiatria ed i nostri malati in T.S.O. vanno a finire a Palermo, e non ci chiediamo quali e quante difficoltà deve affrontare la loro famiglia. L’esempio sopra citato forse è il più calzante perché un Trattamento Sanitario Obbligatorio, come definito dalle migliaia di circolari che si interessano del problema, dovrebbe rispondere ad esigenze socio sanitarie ben definite. I nostri malati mentali generalmente vengono affidati alle famiglie, composte nella maggior parte dei casi da genitori in tarda età.
Non sappiamo cosa consigliare ai nostri pazienti, prima dovremmo essere noi ad essere confortati per dare loro sostegno, ma certo è che ad ogni giorno che passa il malato svanisce in favore dei numeri.
la Responsabile del
Tribunale dei Diritti del Malato
Dott.ssa Nella Garganese Sarica




