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    Processo Fortugno: Pm, “mandanti legati cosca Cordì”

    Alessandro e Giuseppe Marciano’, padre e figlio, presunti mandanti dell’omicidio di Francesco Fortugno, sono legati alla cosca Cordi’ di Locri. A sostenerlo e’ stato il pm Marco Colamonici nella requisitoria del processo per l’omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria. Colaminici, facendo riferimento alle dichiarazioni del pentito Domenico Novella, ha detto che Alessandro Marciano’, caposala dell’ospedale di Locri, era in rapporti, in particolare, col boss Cosimo Cordi’, ucciso a Locri in un agguato nel 1997. Con lo stesso Cordi’, inoltre, Marciano’ aveva un rapporto di comparaggio. Un rapporto che, secondo quanto ha riferito anche la moglie di Fortugno, Maria Grazia Lagana’, era noto anche negli ambienti dell’ospedale di Locri. Giuseppe Marciano’, sempre secondo il pm, era amico inoltre di Salvatore Ritorto. Il legame di Giuseppe Marciano’ con i Cordi’ risalirebbe al 1996, quando, ancora minorenne, fu coinvolto nelle manifestazioni di protesta scoppiate a Locri per la morte di Josefatto Carpentieri, investito da un’auto della scorta del pm Nicola Gratteri. In quell’occasione, ha ricordato Colamonici, i Cordi’ imposero ai commercianti di chiudere i negozi in segno di lutto. Nel processo per l’omicidio di Fortugno e’ imputato Vincenzo Cordi’, uno dei presunti capi della cosca, ma solo di associazione mafiosa. (ANSA).