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    Regione: rapporto sulla legislazione calabrese

    Un significativo aumento della produzione legislativa, con l’approvazione di 12 leggi in più rispetto al 2006; una maggiore corposità degli interventi normativi rispetto a tutti gli indicatori di misura (articoli e commi); un più ponderato esame ed approfondimento dei provvedimenti, desumibile anche dalla maggiore durata dell’iter fino all’approvazione.

    Sono questi gli aspetti più salienti del Rapporto sulla legislazione calabrese 2007, reso noto dal presidente della Commissione per la qualità e fattibilità delle leggi, Egidio Chiarella, insieme ai componenti dello stesso organismo, Giulio Serra, Francescantonio Stillitani, Maurizio Feraudo e Gesuele Vilasi.

    Curato dal settore legislativo del Consiglio regionale e stampato in volumetto, il Rapporto 2007 – spiega Chiarella – “è frutto di un’analisi rigorosa e puntuale. Chiaro, facilmente consultabile, il testo offre un quadro completo del lavoro compiuto lo scorso anno dalla massima Assise calabrese”.

    Copia del dossier sulle leggi regionali dell’anno 2007, è stata trasmessa alla Deputazione calabrese, ai Sindaci, agli Enti locali, alle Associazioni che hanno una relazione diretta o indiretta con la Regione Calabria e, per la prima volta, anche alle maggiori biblioteche calabresi.

    “Pur riproducendo impostazioni di fondo e contenuti dei rapporti 2005 e 2006, quello 2007 – spiega Chiarella – presenta significativi elementi innovativi. Rispetto ai precedenti, infatti, il nuovo testo è più ricco sia sotto il profilo statistico-quantitativo, che sotto l’aspetto dell’approfondimento dei contenuti dell’intera produzione normativa. Tutto questo si è reso possibile attraverso l’introduzione di nuovi elementi d’analisi. Tra questi, ricordiamo, le tabelle recanti schede informative sintetiche delle leggi approvate con relativo iter legislativo (analogo lo schema per la produzione regolamentare); l’analisi dell’iniziativa legislativa; l’inserimento di un paragrafo sui rapporti interistituzionali e infine un capitolo dedicato alle leggi che hanno dato, fin qui, attuazione a previsioni statutarie.

    “Ma scendendo nel dettaglio, vediamo – dice Chiarella – quali sono i dati e le peculiarità riscontrati nel rapporto 2007. Operando un distinguo in funzione del soggetto proponente, risulta che le proposte della  Giunta hanno avuto un iter pari a 135 giorni mentre quelle di origine consiliare, 153 giorni”. 

    Passando ad esaminare i contenuti della legislazione regionale 2007, “l’analisi – spiega il presidente della commissione consiliare – evidenzia come le leggi più numerose siano quelle riconducibili al macrosettore ‘Ordinamento istituzionale’ che, con dieci leggi approvate pari al 34%, incrementa la percentuale, rispetto al 2006, di 18 punti, seguite da quelle del macrosettore ‘Territorio, ambiente ed infrastrutture’ con 6 leggi pari al 20% delle leggi approvate. Mentre, con 5 leggi ciascuno, (pari al 16%) seguono i macrosettori della ‘Finanza regionale’ e ‘Multisettore’. Esiguo risulta il numero di leggi del macrosettore ‘Servizi alla persona e alla comunità’ e ‘Sviluppo economico e attività produttive’, rispettivamente con 3 e una legge (pari al 10 e 3 per cento del totale)”.

    Con riguardo alla “tipologia normativa” prevalgono nettamente le leggi di “Settore” e di “Bilancio”, in numero pari a nove leggi ciascuno, che coprono il 60% della produzione normativa totale. Per il resto, sono state approvate 7 leggi di “Manutenzione”, 3 di tipo “Istituzionale” mentre con una sola legge ritroviamo quelle di tipo “Provvedimentale” ed “Abrogativa”.

    Altro elemento analizzato è quello della tecnica di redazione dei testi di legge. Secondo Chiarella, si è riscontrata la tendenza, da parte del legislatore regionale, ad utilizzare in misura quasi paritaria, sia la tecnica del testo misto che quella del testo nuovo (rispettivamente 14 e 11 leggi), mentre solo 5 provvedimenti sono riconducibili alla tipologia della tecnica della novella”.

    Per quanto riguarda la produzione normativa di secondo grado, l’anno 2007 ha visto l’approvazione di 6 regolamenti: due in più rispetto al precedente anno.

    L’analisi dei progetti di legge presentati nell’ottava legislatura occupa tutta la seconda parte del Rapporto. 266 i progetti di legge presentati in questi primi trentadue mesi, classificati per proponente,  tipologia normativa, macrosettore e Commissione assegnataria.

    “Dall’analisi – secondo Chiarella – emerge il diverso peso nel processo legislativo del Consiglio regionale rispetto alla Giunta: netta è la prevalenza delle leggi di iniziativa consiliare (208 leggi, pari al 79%) rispetto a quelle promosse dalla Giunta regionale (56 leggi, pari al 21%)”.

    “Alla preponderanza consiliare nella fase dell’iniziativa non corrisponde però un adeguato tasso di successo. Si rileva, infatti, che le proposte di iniziativa della Giunta sono destinate ad un successo maggiore rispetto a quelle del Consiglio (53% contro 11%)”.

    La terza parte del Rapporto si occupa del contenzioso costituzionale tra Governo e Regione Calabria. “Pur in un quadro generale di sostanziale miglioramento del tasso di litigiosità, questo – sostiene Chiarella – rimane ancora elevato e la Regione Calabria continua a risultare fra quelle maggiormente colpite dai ricorsi governativi”.

    Nell’anno preso in considerazione, su trenta leggi approvate ne sono state impugnate sette, con una percentuale pari al 23%. “I motivi – secondo il presidente dell’organismo – possono essere ricondotti soprattutto alla perdurante incertezza del quadro normativo costituzionale che ancora non è stato adeguato alla riforma del titolo V della Costituzione”.

    Nella quarta ed ultima parte, infine, vengono illustrate, brevemente, quattro leggi che, fin qui, hanno dato attuazione a previsioni statutarie. Si tratta dei provvedimenti che hanno istituito il Consiglio regionale delle Autonomie locali, (art. 48 dello Statuto), il Consiglio regionale dell’Economia e del Lavoro (CREL) – Articolo 56 Statuto – la Consulta Statutaria e le Disposizioni sulla partecipazione della Regione Calabria al processo normativo e comunitario e sulle procedure relative all’attuazione delle politiche comunitarie.