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    Reggio, tre arresti per truffa e falso

    I carabinieri della Stazione Rione Modena della Compagnia di Reggio Calabria, nelle prime ore dell’alba di oggi 22 novembre hanno tratto in arresto tre pregiudicati in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica, poiché tutti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al falso. I tre soggetti si identificano in SERPA Giovanbattista, di anni 53, suo figlio SERPA Antonio, di anni 28 e CATANZARO Antonio, di anni 49, tutti gravati da precedenti.

    Le indagini, condotte dalla Stazione Carabinieri Rione Modena, e coordinate dal Pubblico Ministero Dott.ssa MIRANDA, hanno permesso di acclarare che i tre avevano costituito una vera e propria associazione che si occupava di truffe ai danni di società finanziarie, banche, concessionarie di auto e privati cittadini. Il modus operandi prevedeva l’individuazione di un obiettivo, un ignaro cittadino di cui venivano riprodotti falsi documenti di identità riportanti i dati anagrafici clonati e l’effige del CATANZARO, la riproduzione di tutta la documentazione necessaria ad accedere ad un finanziamento (ad es. falsa busta paga della società in cui realmente lavorava la vittima), ed infine l’acquisto di autovetture nuove ed il relativo finanziamento dell’importo con le false identità. Il passo successivo prevedeva la vendita della vettura praticamente nuova che permetteva ai truffatori di aggiungere al profitto ricavato dal finanziamento anche l’incasso della vendita. Le indagini sono partite dalla denuncia di un privato cittadino che si è visto recapitare richieste di pagamenti per il finanziamento di un’autovettura nuova che non aveva mai acquistato. I proventi delle truffe accertate ammontano a circa 350.000 euro. Le perquisizioni domiciliari eseguite durante l’operazione hanno consentito di rinvenire ulteriore documentazione che verrà analizzata dagli inquirenti, al fine di scoprire eventuali ulteriori episodi non ancora accertati. Il SERPA Giovanbattista, destinatario di misura cautelare in carcere è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria mentre il SERPA Antonio ed il Catanzaro, destinatari della misura cautelare degli arresti domiciliari sono stati condotti presso le rispettive abitazioni per ivi rimanervi sottoposti alla misura restrittiva, tutti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

    L’attività mira a colpire un settore, quello delle truffe su larga scala, che, oltre a rappresentare un serio pericolo per la regolarità dei mercati, sempre più spesso colpisce e lascia in serie difficoltà ignari cittadini coinvolti inconsapevolmente e danneggiati economicamente.