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    Reggio: nuovo salasso per i pendolari dello Stretto

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    Riceviamo e pubblichiamo da Ivan Tripodi (Pdci): I pendolari dello stretto vivono letteralmente alla giornata poiché quotidianamente subiscono eventi e novità, tutti sistematicamente negativi, che contribuiscono a rendere sempre più difficoltoso l’apparentemente banale raggiungimento dell’altra sponda dello stretto (Reggio o Messina) per poter semplicemente andare a lavorare o a studiare.

    Lo spirito di sopportazione è stato, fino ad oggi, stoico e, fin troppo, eccessivo.

    Ma la sorpresa che stamattina hanno trovato i viaggiatori reggini e messinesi è di quelle che non si dimenticheranno mai. Letteralmente, mai!

    Infatti, Bluvia, la società di navigazione delle Ferrovie dello Stato, ha ufficialmente comunicato che è stata ripristinata la possibilità di sottoscrivere gli abbonamenti, sospesa immotivatamente da oltre un mese, e che il prezzo degli stessi sarà, udite udite, di ben 67 euro. In poche parole si passa dal costo di 42 euro a quello di 67 euro, vale a dire un aumento secco di quasi il 60%.

    Un aumento ingiustificato ed ingiustificabile che, pensiamo a ragion veduta, ha un’entità che non ha alcun precedente in Italia, in nessun campo o settore.

    Questi personaggi di Bluvia ci dovrebbero spiegare in base a quale indicatore o coefficiente economico si sono permessi di effettuare questa scelta meramente offensiva.

    Una decisione vergognosa ed incivile che, fra l’altro, in questa fase di pesante crisi e recessione, rappresenta un pesantissimo colpo ai già magri bilanci delle famiglie dei lavoratori e degli studenti che quotidianamente “devono” raggiungere Messina o Reggio per potere lavorare e studiare, poiché, bisogna ricordarlo, non si tratta di migliaia di persone che utilizzano l’aliscafo per vacanza o divertimento.

    Accanto all’insopportabile salasso economico, costituito dall’aumento degli abbonamenti del 60%, i nuovi tagliandi mensili di 40 corse (20 giorni lavorativi A/R) dovranno essere tassativamente ed obbligatoriamente usufruiti, pena la perdita delle corse residue, entro trenta giorni solari dall’acquisto: in questo caso è stato dimezzato l’arco temporale riguardante la possibilità di utilizzo dell’abbonamento, fino ad oggi fissato in sessanta giorni.

    In parole semplici Bluvia ha deciso, in un colpo solo, di raddoppiare il costo e di dimezzare le servizio. Il tutto alle spalle e in sfregio dei poveri pendolari.

    Si tratta dell’ultimo dileggio effettuato contro l’inerme popolazione calabrese e siciliana a fronte di un pessimo servizio offerto da Bluvia che è causa di continue, sacrosante e motivate proteste da parte di migliaia di pendolari.

    Tutto ciò accade nel colpevole e complice silenzio generale delle Istituzioni che potrebbero e dovrebbero avere un ruolo attivo nella vicenda.

    Perché il Ministro dei Trasporti di Alleanza Nazionale, Altero Matteoli, non interviene sulla vicenda per bloccare gli aumenti? E il Sindaco di Reggio Giuseppe Scopelliti, anch’egli di AN, e la sua Giunta perché non si adoperano, concretamente, sulla questione che, ormai, sta assumendo contorni di vera e propria emergenza sociale e, da oggi, anche economica?

    Purtroppo la realtà è un’altra, proprio recentemente il suddetto Ministro Matteoli di AN aveva pubblicamente lodato l’esito della gara d’appalto, comunicato qualche settimana fa, riguardante l’affidamento del servizio della cosiddetta Metropolitana del Mare che ha visto prevalere, guarda caso….., Bluvia insieme ad Ustica Lines.

    Quindi, a fronte di ben 30 milioni di Euro che entreranno, dalla gara di appalto, nelle casse di Bluvia, la stessa società strozza i pendolari con un aumento del 60% del costo degli abbonamenti con l’assenso implicito dei “poteri forti” che, in questa specifica vicenda, hanno un ruolo di protagonismo e responsabilità.

    Noi Comunisti Italiani non ci fermeremo e continueremo, senza alcun tentennamento, a fare la nostra  parte  a  viso  aperto  e  fino  in  fondo; in  tal  senso,   chiediamo  a  tutti cittadini, in primis ai pendolari, un sostegno concreto per potere ottenere risultati concreti in questa battaglia che rappresenta una questione di civiltà e solidarietà, parole che in questa fase storica, dominata dagli istinti leghisti ed antimeridionalisti, sembrano corrispondere, nel nostro Mezzogiorno dimenticato ed abbandonato, ad un vero e proprio irraggiungibile miraggio.