Riceviamo e pubblichiamo:
La sentenza della sezione reggina del TAR Calabria n. 554 del 22 Ottobre u.s., in cui si rilevano violazioni tali da comportare l’annullamento del bando di rifacimento di Piazza Italia, è un fatto molto grave, un atto d’accusa che dimostra la superficialità dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Scopelliti e la mancanza di trasparenza oggettiva nella predisposizione di bandi e avvisi pubblici.
Il TAR di Reggio Calabria parla in maniera esplicita di annullamento dell’aggiudicazione e di illegittimità del bando del 10 Novembre 2006, con particolare riferimento alla non specificazione del metodo di calcolo effettivamente usato per la redazione della graduatoria e all’assenza nella commissione valutatrice di figure con idonea esperienza in tema di conservazione dei beni archeologici.
Si tratta di rilievi critici molto pesanti, un atto d’accusa evidente nei confronti delle procedure seguite dall’Amministrazione Comunale. E, allora, delle due l’una: o siamo di fronte ad un gigantesco caso di insipienza nella preparazione del bando (altro che valorizzazione del merito), oppure (il che sarebbe ancor peggio) vi sono “veli d’ombra” nei criteri e nelle modalità scelte (bisognava favorire forse qualcuno?).
Oggi rimane un fatto incontrovertibile: il grave danno d’immagine ed economico procurato alla comunità di Reggio Calabria! Un danno incredibile, concernente i lavori di rifacimento di un luogo simbolo della città, quella Piazza Italia che – fisicamente ancor prima che simbolicamente – rappresenta il fulcro della democrazia e delle istituzioni pubbliche nella città dello Stretto.
Quale illuminante spiegazione forniranno ai cittadini reggini il Sindaco Scopelliti e la sua maggioranza? Che cosa diranno questa volta per giustificare le proprie grottesche inadempienze? Poco o niente. Come tante altre volte.
In fondo, è costume ormai consolidato del centrodestra reggino muoversi sul filo della trasparenza amministrativa. Basta ricordare le procedure per assumere decine di nuovi vigili urbani, o magari i colloqui telefonici della REGES, o magari ancora la scarsa pubblicità dei conti comunali.
Il Segretario Provinciale PRC
Angelo Antonio Larosa




