I lavori sulla Salerno Reggio Calabria ormai sono sinonimo di paura, o meglio, terrore. Perche’ gli atti intimidatori si fanno sempre piu’ forti, entrando con irruenza nella vita dei cantieri del quinto maxi lotto ogni giorno di piu’. Ultimo di una serie di “attentanti” e’ l’increscioso, anzi scandaloso fatto successo stamane a cinque operai della ditta Cossi, subappaltatrice del Consorzio Scilla e impegnata nelle realizzazioni di varie gallerie della tratta Gioia Tauro – Scilla”. Lo dichiarano Nino Botta e Paolo Morganti, della Filca-Cisl. “Questo – spiegano – e’ solo uno dei tanti fatti simili accaduti in questi ultimi giorni, infatti proprio pochi giorni fa un escavatore della ditta Bruzzese, anch’essa impegnata nelle lavorazioni della Salerno – Reggio Calabria e’ stato dato alle fiamme ed un altro ancora sulla tratta che interessa la zona di Rosarno. Ora ci si domanda, ma dove sono le istituzioni? Cosa stanno facendo gli organi competenti per far si che questo “schifo”, perche’ in altro modo non si puo’ definire, finisca? Ma soprattutto, dov’e’ lo Stato? Dove sono le sue promesse? Forse tutti stanno aspettando il morto per poi prendere una decisione concreta, forse si aspetta che tutto si risolva da se. Di certo – aggiunge la Filca CIsl – e’ palese agli occhi di tutti che lo stato ormai ha abbandonato la Calabria da tempo, diventando sordo al grido dei cittadini e dei lavoratori di questa terra, lo dimostra il fatto che gli unici provvedimenti presi da questo governo sono stati solo a favore del Nord e al massimo del Centro Italia, ai poliziotti nelle piazze delle grandi citta’. Noi come sindacato pero’ non smetteremo mai di battere i pugni sul tavolo perche’ non si puo’ lasciar perire il popolo del sud senza nemmeno aver provato ad aiutarlo. Nei cantieri, dove la gente suda e da l’anima per poter portare a casa uno stipendio decente, qui, dove i lavori di ammodernamento dell’A3 sono una delle vene occupazionali piu’ importanti del territorio calabrese, e che adesso e’ a rischio infarto, qui dove la gente tutte le mattine, o le notti come nel caso delle gallerie, rischiano di essere malmenati o forse anche peggio”. I due sindacalisti denunciano “l’assenteismo dello stato, ogni sua forma di menefreghismo. Forse – aggiungono – dovremmo mettere i tornelli non solo a palazzo Madama ma anche a tutte quelle promesse che sono state fatte ma che non hanno mai valicato la porta della concretezza. Tempo fa suggerimmo, visto il disinteressamento dello stato e di tutti gli organi competenti, di adoperare l’esercito nei punti cruciali delle lavorazioni sull’A3, a quanto pare il nostro suggerimento, che adesso e’ una vera e propria esigenza, non e’ stato neppure preso in considerazione”. (AGI)




