• Home / CITTA / Reggio Calabria / Massimo Canale risponde ad "Angolo franco"

    Massimo Canale risponde ad "Angolo franco"

    canalemassimo.jpg
    Dal consigliere comunale Massimo Canale riceviamo e pubblichiamo
    Direttore,

    leggo stamane un articolo su Strill a nome di tale Franco Arcidiaco il quale ho successivamente appreso essere un opinionista che scrive abitualmente sulla tua testata.

    Egli si lancia (senza rete protettiva) in una severa critica a una iniziativa da me recente intrapresa sui decreti sindacali attuativi del c.d. Decreto Maroni sulla sicurezza.

    Tutti sono liberi di criticare il mio operato di Consigliere comunale, ma cosa ben diversa sono gli apprezzamenti di carattere personale che mi vengono rivolti, che denotano esclusivamente una profonda ignoranza su di me.

    Arcidiaco non lo conosco, non so chi sia o cosa faccia, non ci hanno mai presentati, sicché non può dire di me che sarei un “miope ipocrita mestierante della politica” né, tantomeno, che prenderei indirizzi dottrinali sulla mia azione politica da altri, verosimilmente, se ho bene interpretato “l’arcidiaco pensiero”, dal segretario regionale del mio partito Michelangelo Tripodi. Tali espressioni mi offendono non solo perché oggettivamente offensive e denigratorie ma, soprattutto, perché mi descrivono come una persona lontana anni luce da ciò che realmente sono.

    Di cosa viva Arcidiaco non lo so e non mi permetto di fare illazioni, potrei limitarmi a informare il tuo opinionista che oltre al mio ruolo di Consigliere comunale faccio una professione che svolgo con infinita passione e dedizione e che per questo motivo è ingiusto definirmi mestierante in quanto la politica non è il mio mestiere e vivo di altro.

    Aggiungo, concludendo sulle questioni personali, che nella mia ormai lunga carriera politica non ho mai preso ordini da nessuno se non dalla mia coscienza, non esitando neanche un attimo a manifestare il mio dissenso tutte le volte in cui ho avuto opinioni diverse dagli altri, compagni e dirigenti di partito inclusi. Ritengo di avere un qualche consenso in Città anche per questo mio essere sempre stato intellettualmente onesto.

    Al fine di uscire dal ghetto della sua ignoranza su di me Arcidiaco potrebbe fare qualche domanda in giro, sia a destra che a sinistra.

    Passando al merito della questione sicurezza e al senso della mia iniziativa politica, è evidente che il tuo opinionista, anche qui, ignora del tutto il contenuto della conferenza stampa.

    Ciò si evince dal tenore delle sue parole che sembrano quelle di chi disconosce gli argomenti di cui parla ma si limita a leggere i titoli degli articoli dei giornali, senza rinunciare però ad esprimere giudizi somari.

    La mia critica ai decreti attuativi del Decreto Maroni era diretta non solo e non tanto al merito delle ordinanze sindacali – anche se mi consentirete che il registro degli acquirenti di bombolette spray è una cosa ridicola al pari del giudizio sull’abbigliamento delle donne che ove ritenuto indecente da un vigile urbano potrebbe essere suscettibile di una sanzione amministrativa fino a 500 € – quanto allo spirito, alla ratio sottesa.

    Dalla lettura del testo del decreto Maroni si evince, a mio avviso, il tentativo di dettare regole morali ai Cittadini cosa che in uno Stato libero e laico non dovrebbe essere consentito.

    Perseguire chi si intrattenga con le prostitute ha il sapore più di una disapprovazione morale che di una misura tesa a salvaguardare la sicurezza stradale;

    multare chi mendica o i lavavetri ai semafori suona più come una risposta al fastidio lamentato dagli automobilisti che come una misura volta a indagare e risolvere il disagio sociale di cui quelle categorie di persone sono portatrici: tra il disagio degli automobilisti e quello dei lavavetri io avrei scelto di occuparmi del secondo…;

    ancora, multare fino a 500 € i commercianti ambulanti dotati di “carretti e brande metalliche” (cito il testo dell’ordinanza) a me sembra una sanzione prevista per i commercianti di una etnia ben individuabile di cui nella relativa ordinanza il Sindaco non fa menzione (si sarebbe trattato di una sanzione discriminatoria non tollerata in uno Stato di diritto) ma ne traccia l’identikit e non credo che Scopelliti si riferisse ai commercianti Francesi o Tedeschi…e in ciò trovo che l’atto assunto dal Sindaco rischia di interpretare più un pericoloso sentimento di intolleranza razziale che una risposta efficace all’abusivismo commerciale.

    E così via, si potrebbe continuare ancora a lungo, ma credo di avere adeguatamente spiegato al sig. Arcidiaco le mie reali intenzioni.

    Aggiungo, infine, di essere assolutamente d’accordo con la lotta a tutti i fenomeni degenerativi che creano insicurezza nel Cittadino, ma dissento con forza dalla scelta di utilizzare strumenti repressivi che solo apparentemente perseguono la sicurezza ma, piuttosto, l’intolleranza.

    Cordialità

    Massimo Canale

    Consigliere comunale di Reggio Calabria