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S.Ilario: chiusa sezione staccata scuola media e genitori occupano aula consiliare

15 Settembre 2008
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 4 minuti
0

La chiusura della sezione staccata si S.Ilario della scuola media di Locri “Maresca” ha provocato la veemente reazione dei genitori degli alunni interessati che, dopo avere occupato l’aula consiliare di S.Ilario, hanno reso nota la seguente lettera

Sua Eccellenza il

PREFETTO di Reggio Calabria

 

Ministro dell’Istruzione Pubblica dell’Università e della Ricerca

Roma

 

Ufficio Scolastico Provinciale di

Reggio Calabria

 

Centro Servizi Amministrativi di

Catanzaro

 

Sua Eminenza Mons. G. Morosini

Vescovo di Locri

 

Preside dell’Istituto Secondario 1° Grado

“F. Maresca” –  Locri

 

 

I genitori degli alunni, a seguito della constatazione  della chiusura della sezione staccata di Sant’Ilario dello Jonio della Scuola Media “Maresca” di Locri,  riuniti in occupazione permanente nella sala consiliare del Comune di Sant’Ilario dello Jonio,

ESPRIMONO

Gravissimo disappunto a tale avvenimento gravemente oltraggioso e  fortemente lesivo del diritto allo studio ed alla frequentazione delle scuole dell’obbligo dei propri figli.

CONDANNANO

Il metodo adottato senza che in alcun modo fossero preventivamente informati i genitori nè i propri rappresentanti e referenti politici e scolastici al fine di dare un reale contributo risolutivo di un problema di grande interesse per la nostra viva comunità; tale esercizio del potere, operato in dispregio del diritto di partecipazione al procedimento stesso, è, evidentemente, segno di un’appariscente  autoritaria mancanza di considerazione delle realtà locali, delle difficoltà e dei gravi disagi procurati alle famiglie e alla comunità tutta.

FANNO PRESENTE

–          Che tale decisione di soppressione del servizio primario comporta un degrado sociale ed un impoverimento delle risorse locali.

–          Che non si possono prendere  decisioni importanti senza considerare le criticità del territorio e le conseguenze che si riversano sulla comunità, legate anche al successivo  spopolamento del proprio centro.

–          Che appare indiscutibile un obbligo fondamentale quale quello scolastico se non legato al sacro diritto di crescere nella propria comunità curando le proprie identità socio-culturali; in particolare si esprimono  preoccupanti timori nel mandare dei minorenni al di fuori del proprio centro, consci delle difficoltà e delle problematiche in cui possano incorrere.

–          Che il nostro territorio non può e non deve essere semplicemente un dormitorio, perché privo dei servizi basilari per  una comunità.

–          Che vi sono oggettivi difficoltà di collegamento del nostro centro a Locri, in quanto per raggiungere quest’ultimo centro bisogna percorrere la tristemente famosa SS. 106, connotata da forti criticità tali da produrre negli anni una gran quantità incidenti mortali, nonché in molti orari la paralisi totale del traffico, con conseguenti disagi e perdita di ore scolastiche.

–          Che le aspettative della nostra comunità mirano ad un miglioramento della qualità della vita, e la scuola è l’unico punto fondamentale della sviluppo culturale ed aggregativo  del centro;

–          Che la propria comunità non intende morire e, pertanto, mette in atto tutte le vie della legalità  per conservare e migliorare quei pochi ed importanti servizi presenti sul territorio.

 

I genitori auspicano e confidano che le Istituzioni competenti ascoltino il grido disperato di questa comunità e in tempi ragionevoli provvedano a valutare il problema nelle sue dimensioni, ripristinando quanto strappato alla stessa.

In attesa di essere ricevuti, per esprimere i propri disagi si continua nella propria vibrante protesta.

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