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San Lorenzo non ci sta alla chiusura della scuola materna

7 Settembre 2008
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Si leva il grido d’allarme da parte del mondo della scuola. Anche il comune di San Lorenzo sembra essere stato colpito dai primi segni di una politica che penalizza i piccoli centri. Infatti, l’amministrazione comunale, i genitori ed i vari esponenti del plesso scolastico del comune di San Lorenzo non possono accettare la soppressione della scuola dell’infanzia.

Il decreto “Mangiascuole” emanato dal Ministero della Pubblica Istruzione e attuato dall’Ufficio Scolastico Provinciale, ha colpito anche il piccolo centro di San Lorenzo capoluogo con la soppressione della scuola dell’infanzia.

La notizia ha creato allarme in tutta la popolazione, che ha ritenuto umiliante il decreto soprattutto perché la scuola rappresenta un elemento di riferimento insostituibile  per tutto il territorio ed in particolare per un comune così vasto come quello laurentino.

L’Amministrazione Comunale di San Lorenzo esprime “il disappunto per i tagli prodotti dal decreto che comporterebbero la chiusura della scuola dell’Infanzia con tutti i relativi disagi che tale decisione creerebbe sulla crescita morale ed educativa degli studenti che comporranno la società del domani”.

Un forte disappunto è stato rivolto dall’Amministrazione all’U.S.P , all’U.S.R. e al Ministero competente, lamentando “la discriminazione e la penalizzazione dei piccoli centri aspro montani  dove  l’infanzia e l’adolescenza rappresentano “ la primavera della vita”.

Qualora la soppressione di tale scuola dovesse essere confermata, “si vivrebbero i primi sintomi della morte di un paese- affermano gli amministratori- perché si favorirebbe lo spopolamento del piccolo centro e si perderebbe così un importante punto di riferimento culturale per la comunità della montagna”.

L’allarme lanciato evidenza il fatto che “il decreto emanato dal governo non abbia tenuto conto della conformazione orografica e geo-morfologica, delle condizioni sociali ed economiche e delle distanze e costringerebbe i piccoli ed indifesi alunni ad affrontare i primi sacrifici della vita per poter garantire a se stessi il diritto allo studio”.

In virtù di tutte queste considerazioni, l’Amministrazione Comunale ha deciso di rendersi parte attiva per una riunione con i sindaci di tutta l’area grecanica in sinergia con il dirigente scolastico, professoressa Lilly Manganaro, e  con i genitori per valutare ulteriori azione di protesta congiunte.

Non è esclusa l’ipotesi, qualora si dovesse rendere necessario, di adire alle azioni legali avverso questo grave ed umiliante decreto.          
Francesco Iriti

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