• Home / CITTA / Reggio Calabria / Filosofi(estate): parlando di Nicola Cusano

    Filosofi(estate): parlando di Nicola Cusano

    cusano.jpg 
    Proseguono gli incontri di Filosofi(Estate) 2008 promossi dall’Associazione Culturale Anassilaos . Martedì  12 agosto 2008 presso il Chiostro San Giorgio al Corso alle ore 21,00 incontro sul tema “Nicola Cusano/Ignoranza e visione. Note ad una Teologia dello sguardo” con l’intervento del   Dr. Mario Meliadò.  Nikolaus Krebs von Kues, italianizzato in Nicola Cusano,

    nacque in Germania, a Kues presso Treviri nel  1401 e morì a Todi nel 1464. Studiò a Heidelberg e Padova dove si laureò in diritto nel 1423 e divenne dottore in Filosofia. A Costanza fu anche professore in Teologia. Cardinale di Santa Romana Chiesa fu uno scienziato e un filosofo. Visse in prima persona, da uomo di chiesa e da studioso di diritto canonico i travagli della Chiesa nella prima metà del XV secolo straziata dal  contrasto, teologico e politico, che provocò scismi e l’elezione di diversi pontefici contrapposti, tra le tesi conciliariste, che stabilivano la supremazia del Concilio, quale assemblea di tutta la Chiesa, e quelle che sostenevano il primato del Papa. Partecipò al Concilio di Basilea e in quella occasione scrisse E il “De concordantia catholica” nel quale sostenne la necessità dell’unità della Chiesa Cattolica e la concordanza di tutte le fedi cristiane. Papa Eugenio IV lo inviò allora a Costantinopoli per tentare la riunificazione delle Chiese d’Oriente e d’Occidente dopo lo rottura del 1054. Tale tentativo andò a buon fine  e portò al concilio di Ferrara-Firenze del 1439 che unificò le due chiese sia pure in maniera effimera. Nel 1440 pubblicò  la sua maggiore opera, il “De docta ignorantia“,  dove evidenzia l’impossibilità per l’uomo di possedere la verità assoluta, che è solo da Dio, in Dio e per Dio. All’uomo compete solo la possibilità di aumentare le sue conoscenze, che resteranno sempre approssimative, come è sempre approssimativo un poligono inscritto in un cerchio, per quanti lati abbia.  La vera saggezza consiste dunque nel riconoscimento dell’ignoranza umana, poiché Dio, definito coincidentia oppositorum in quanto principio infinito di tutti gli enti finiti e delle loro opposizioni, può essere conosciuto unicamente mediante approssimazioni intuitive. Papa Niccolò V nel 1448 lo nominò cardinale e, nel 1450, vescovo di Bressanone. Tali incarichi non lo distolsero dai suoi studi. Si interessò infatti anche di astronomia. Egli  concepì l’universo come un ente creato a immagine di Dio e privo quindi di un unico centro. Contro Tolomeo e Aristotele dunque precorse le teorie copernicane e influenzò  Giordano Bruno. Si occupò inoltre di una possibile riforma del calendario che fu poi realizzata, un secolo dopo, da papa Gregorio XIII.

    (Anassilaos)