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Epifani e i Mattanza chiudono la Festa Cgil

18 Luglio 2008
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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cgil_gioia.jpg

Aumenta il prezzo del petrolio, c’è il rincaro dei prodotti alimentari, peggiorano i problemi nelle fabbriche grandi e piccole. Sono sempre più drammatiche le condizioni dei lavoratori dipendenti, dei precari giovani, dei pensionati che percepiscono un reddito  fisso, quindi intaccati, più di tutti dall’aumento, dell’inflazione. Condizioni di vita che peggiorano gravemente, indeterminatezza, incertezza.

Questa la caratteristica della

“Seconda fase della Globalizzazione”, così Epifani definisce questo periodo storico italiano. Questo il punto centrale della discussione al centro del dibattito organizzato dalla Cgil di Reggio Calabria per  l’ultima giornata. L’ Ospite primo dell’evento, Epifani, Segretario Generale  Cgil, parla del decreto Sacconi e dice: “Il decreto -legge 112/2008 che porta il nome del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi è una manovra che non farà altro che indebolire i lavoratori”. Tagli alle scuole, tagli agli investimenti sulla sanità, tagli agli investimenti sulla sicurezza…  “ Il 2008 è, e sarà un anno davvero pesante. Lo sarà anche il 2009”. Parola di Epifani. Scende il potere d’acquisto e il Governo non interviene.  Scaglia ancora una freccia contro Ie Autorità al Governo, Epifani, quando parla delle donne, del bisogno di stabilizzazione dei giovani sul lavoro. “I giovani non sono  merce- dice Epifani- quindi, non devono essere trattati come oggetti da chi punta solo ed esclusivamente al profitto.” Parla delle famiglie italiane, Il Segretario Generale della Cgil, delle difficoltà economiche della gente che fa parte di questa’Italia. Sottolinea, sì il danno economico causato dal decreto, ma ancor di più concentra il suo discorso sui diritti dei lavoratori, sul bisogno di civilizzare il paese.  “Diritti negati a causa di misure incostituzionali sulla certificazione della malattia, sul pensionamento, sulla fruizione dei benefici della legge 104, sull’ottenimento del part time”. Parole dure quelle di Epifani, quando  racconta al giornalista Bruno Ugolini (Unità) lì sul palco, dello stato economico-finanziario in cui versa l’Italia. Al centro della discussione, anche le morti bianche. Altro grave danno alla civiltà, quello apportato dal decreto Sacconi che ha ridotto le sanzioni alle aziende. “Questo- dice Epifani- significa tornare indietro”. Prima di concludere, ancora un riferimento, questa volta  al Mezzogiorno, che sotto queste condizioni economiche, è fortemente colpito. Il discorso è sui giovani , quelli che scappano dal sud, per studiare  e lavorare al nord. E poi, si parla di chi resta. Di chi tenta di tirare avanti,  lavorando in nero o di chi, invece, ricorre all’illegalità pur di sopravvivere. “Ovvio, che se aumenta la crisi al sud-commenta Epifani- parallelamente si eleva il controllo sociale e territoriale della criminalità organizzata”. Conclusosi il dibattito, tutti a ballare con i Mattanza, gruppo popolare calabrese, che le ha suonate davvero. Tutti in allegria sotto il palco per scordare, almeno per due ore, il dramma economico-finanziario e sociale del panorama italiano e mondiale. Poco, è durata, la tregua. Infatti, dopo neanche un’ora dall’inizio del concerto, uno straniero, forse Rumeno, probabilmente sotto effetto di alcool, dopo aver disturbato la band musicale con continue urla, improvvisamente si è lanciato sul palco urtando le due aste che sorreggevano i microfoni dei musicisti . Colpita al volto, da una delle aste,  la cantante, Domenica R. Buda. Nessuna conseguenza, a parte  un po’ di dolore. Fortunatamente, dopo un leggero scompiglio, tutto si è risolto per il meglio. Ma, come se non bastasse, non sono mancate lamentele da parte di chi il concerto lo voleva seguire da seduto. Proteste nate perché c’era anche chi  la musica la voleva ballare. Anche questa volta, tutto è scemato velocemente, lasciando il posto a chi voleva l’autografo della band e a chi voleva immortalare, la presenza dei Mattanza, con qualche foto.
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