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    Montebello, genitori alunni Istituto comprensivo scrivono a Ufficio scolastico provinciale

    Di seguito in teesto integarle trasmesso da un gruppo di genitori di alunni dellìIstituto Comprensivo di Montebello Jonico al Responsabile dell’ Ufficio scolastico provinciale di Reggio Calabria
    Quando è la scuola a dare il cattivo esempio. Questo potrebbe essere il titolo di un componimento che tra farsa e tragedia greca, ha coinvolto in fase di  redazione degli scrutini una parte degli alunni e del  corpo docente delle  scuole medie di Saline, facenti parte dell’Istituto comprensivo di Montebello Ionico.  Narra la storia che in una classe numerosa, la 2b, in un primo tempo il collegio dei docenti decida di non ammettere alla terza classe ben 7 scolari, con motivazioni diverse, alcuni per un cospicuo numero di assenze, ben oltre il consentito dalle Ordinanze Ministeriali, altri ancora per il profitto non ritenuto soddisfacente dagli insegnanti. Appena in paese si sparge la voce delle “bocciature”, il Dirigente riconvoca i docenti che evidentemente rinsaviti, e  rendendosi conto dell’errore commesso nella prima tornata di scrutini, (ma non tutti perché alcuni insegnanti lasciano le insufficienze anche nel secondo verbale) decidono che prima avevano fatto uno scherzetto ai quei malcapitati bocciati, e i sette alunni  che non avevano numeri e titoli per essere promossi, nel verbale del secondo scrutinio, come per  incanto diventano bravi al punto che sono ammessi, superando così lo scoglio degli scrutini e nel  prossimo anno frequenteranno la terza classe. La cosa miracolosa è che  diventano bravi anche quelli che, non classificati nel primo quadrimestre perché non sono stati potuti interrogare in quanto non presenti alle lezioni,  tra il primo e secondo verbale vengono esaminati telepaticamente dai  professori e raggiungono come gli altri, la sufficienza. Ora se la cosa non riguardasse l’Istituzione Scuola, la “narrazione” potrebbe dare adito ad una grossa risata e si potrebbe evidenziare solo il pressappochismo di una parte del corpo docente che con il loro operato e con la loro azione hanno screditato la scuola e cosa ben più grave, hanno disorientato gli alunni frequentanti la classe 2b che con impegno e dedizione si sono applicati durante tutto l’anno scolastico per conseguire, non solo i voti necessari per essere promossi, ma anche e soprattutto una istruzione che li possa preparare ad essere cittadini modello. Trattandosi però dei nostri figli, ai quali cerchiamo sempre di dare il miglior esempio possibile, educandoli al senso del dovere e al rispetto delle regole, alcune domande ce le dobbiamo porre, giusto per dare nell’ambito familiare risposte adeguate  ai nostri ragazzi. E vorremmo sapere, se questo è ritenuto legittimo dai docenti e dal Dirigente dell’Istituto comprensivo,   quali criteri sono stati adottati   per valutare gli alunni al fine di  stabilire se sono stati rispettati i  principi  di omogeneità e imparzialità nella valutazione complessiva di tutti i componenti della classe. Infatti, è opinione diffusa tra i genitori degli scolari  frequentanti la classe, che evidenti sperequazioni siano state subite da  coloro che in modo diligente e con un impegno assoluto si sono applicati nel corso dell’anno scolastico e chi, pur non avendo partecipato alle lezioni con assiduità e non raggiungendo la sufficienza nelle materie di studio è stato lo stesso ammesso alla classe terza. Perché tutto questo  sta comportando  negli alunni che hanno studiato con dedizione e senso del dovere una evidente sfiducia , in quanto la decisione di promuovere tutti,  a prescindere dalla frequenza scolastica, dai risultati conseguiti e dall’impegno profuso durante l’anno scolastico,  ha mortificato gli sforzi di chi si è con abnegazione applicato  per raggiungere i risultati richiesti dal corpo docente. La considerazione che emerge da questa situazione paradossale è che, se già a livello della scuola dell’obbligo, non passa il concetto di meritocrazia e del rispetto delle regole, perché tanto si può non frequentare le lezioni e si può anche non studiare perché poi alla fine dell’anno scolastico  vengono tutti  promossi, la scuola non verrà vista dai ragazzini di questa fascia di età come un “dovere” prioritario, ma solo come una zona  di parcheggio dove trascorrere parte della giornata. Il pericolo che si corre, è che dal prossimo anno anche i nostri figli inizieranno a fare i lavativi, perché tanto alla fine “saranno tutti promossi”. Se vogliamo combattere e vincere la cultura mafiosa e in generale ogni forma di sopruso che domina in questo sfortunato lembo di terra, deve essere proprio la Scuola  a dare il miglior esempio possibile, ribadendo i valori indispensabili per dare agli alunni  insieme alla cultura e all’istruzione, esempi positivi per preparali ad essere cittadini diligenti e rispettosi delle regole e delle norme che disciplinano il convivere civile.   Saline Joniche li 27 giugno 2008                         Paolo Mallamaci                                                                       A nome del comitato genitori della 2b.