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    Messina: Goletta Verde promuove la sue acque

    Buona la prima fotografia scattata dai tecnici di Goletta Verde sulle acque di balneazione di Palermo e Messina. Allarmanti, invece, i risultati alle foci dei fiumi. Sotto accusa i problemi di depurazione nel palermitano. Goletta Verde, la storica campagna estiva di Legambiente, realizzata con il contributo di Vodafone Italia e Italgest Mare, e la collaborazione del ministero dell’Ambiente, punta i riflettori sui mali e sulle virtu’ delle coste italiane, a caccia di inquinamento, abusivismo edilizio e casi di illegalita’, ma anche di buone pratiche e casi di eccellenza nella gestione del patrimonio ambientale italiano. La situazione delle acque di balneazione lungo le coste delle province di Palermo e Messina e’ stata presentata questa mattina alla presenza, tra gli altri, di Rossella Muroni, direttrice generale Legambiente, e Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia. Sette i punti campionati in provincia di Palermo, compresa la foce del fiume Nocella: buono la stato di salute delle acque di balneazione, fatta eccezione per la foce del fiume completamente fuori norma, con un’altissima carica microbiologica. Non meno preoccupante la situazione per la provincia di Messina, che oltre a ribadire il dato fortemente negativo sulle foce dei torrenti Zappulla e Longano, fa segnalare una presenza di streptococchi fecali oltre la norma, in localita’ Santo Stefano di Camastra. Nella norma invece gli altri punti di balneazione messinesi campionati dai tecnici di Goletta Verde. "Il vero problema della costa tirrenica siciliana – dice Murrone – non e’ il mare, ma sono i progetti e le realizzazioni che troppo spesso rappresentano pura speculazione privata ai danni del territorio, dell’economia locale e dell’ambiente". Per Giuseppe Messina, portavoce Legambiente Palermo "e’ evidente che il problema riguardante la manutenzione ordinaria degli impianti fognari resta ancora irrisolto. Sarebbe opportuno che le amministrazioni locali mettano in atto politiche concrete ed efficaci specie nelle foci dei fiumi, che ad oggi restano la maggiore fonte di inquinamento della costa palermitana e messinese". (AGI)