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    Coldiretti: ognuno faccia la sua contro aumento prezzi

    Il contenimento dei prezzi ed il loro ingiustificato aumento, in particolare per i prodotti alimentari e per i beni di prima necessita’, rappresenta , per Coldiretti Calabria, ”una esigenza irrinunciabile per venire incontro alle categorie socialmente ed economicamente deboli, che vedono assottigliarsi il potere di acquisto di salari e pensioni”.
    Le imprese agricole, nonostante l’aumento dei costi di produzione, stanno svolgendo una funzione calmieratrice – sostiene la Coldiretti – attraverso una serie di iniziative prima fra tutte la vendita diretta nelle proprie aziende; ma questo, sicuramente, da solo, non basta. Anche le Istituzioni, devono raccogliere questa vera e propria emergenza sociale e fare la loro parte sia in una azione di prevenzione, per evitare l’effetto moltiplicatore del prezzo dal campo alla tavola, attraverso un monitoraggio incisivo e pervicace, che offrendo anche un quadro normativo di riferimento che aiuti i cittadini a risparmiare.
    Infatti, da oltre un anno e’ stata depositata presso il Consiglio regionale della Calabria una legge di iniziativa popolare, che prevede una serie di norme a costo zero per orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli regionali e che vanno nella direzione di favorire l’incontro tra domanda e offerta valorizzando la vendita diretta da parte delle imprese agricole operanti nel territorio.Questa legge e’ stata promossa dalla Coldiretti e presentata il 16 marzo 2007 in una conferenza stampa, nella sede del Consiglio regionale, alla presenza del presidente Bova- afferma Pietro Molinaro, presidente regionale dell’organizzazione -ed ha avuto il sostegno delle maggiori associazioni dei consumatori ed ambientaliste della regione. La proposta di Legge ha raccolto oltre 18.000 firme di cittadini calabresi anche in ragione dei benefici che essa poteva arrecare in primis ai loro acquisti e piu’ in generale all’economia della regione, contribuendo ad irrobustire il tessuto produttivo”. ”E’ inspiegabile e irriguardoso nei confronti dei cittadini e delle imprese -conclude Molinaro -che il Consiglio Regionale non metta all’ordine del giorno la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare nonostante lo Statuto Regionale ne preveda l’iscrizione entro tre mesi dalla presentazione”. (Asca)