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    La guerra danneggia il turismo russo in Calabria? Il pensiero della senatrice Granato

    “A proposito di turismo e della Calabria che è pronta al salto di qualità, per dirla come il presidente della Regione Roberto Occhiuto alla passerella degli Stati generali del settore organizzata in questi giorni a Falerna, sarebbe il caso di richiamare l’attenzione una problematica di grande attualità, economica e sociale, legata al conflitto in corso in Ucraina ma considerata colpevolmente marginale. Ci solo comuni, in particolare nell’Alto Tirreno Cosentino, come Scalea e Santa Maria del Cedro, giusto per citare qualche esempio, la cui economia turistica si poggia sugli ottimi rapporti creati negli ultimi 15 anni con i russi: l’assenza di queste famiglie che ha messo radici in queste splendide realtà, dovuta alla guerra, mette a rischio gli operatori turistici starebbero già facendo i conti con disdette e rinunce, e quindi l’intera economia del posto”. E’ quanto afferma la senatrice Bianca Laura Granato (Gruppo Misto).

    “I russi che negli ultimi 15 anni hanno scelto di trascorrere le vacanze nella Riviera dei Cedri che hanno acquistato casa sono moltissimi, sono centinaia, tanto che Scalea è considerata la porta di ingresso della Calabria a Mosca: da quando il turismo russo si è incrementato, sono nate anche delle agenzie immobiliari ad hoc e in alcuni ristoranti del posto i titolari hanno cominciato a pretendere dai loro dipendenti la conoscenza della lingua russa – spiega ancora Granato -. Lo scoppio della guerra invece ha provocato nell’immediato una serie di disdette da parte dei turisti russi: soprattutto a Scalea ci sono 300 appartamenti acquistati da professionisti e possidenti russi, e la comunità calabrese, accogliente e aperta, ha un ottimo rapporto con la comunità che ha eletto questa zona a propria residenza estiva, beneficiando di un risvolto economico che rischia di essere danneggiato. E parliamo di criticità che andrebbero ad incidere sulle conseguenze già drammatiche delle ricadute economiche post pandemia. I sindaci di queste zone devono pretendere che il presidente della Regione Occhiuto, che negli Stati generali del Turismo si è mostrato così attento e lungimirante alle misure da mettere in campo per fare del settore volano di sviluppo per la Calabria difenda gli interessi di queste comunità rappresentando a Draghi il rischio per l’economia di questi luoghi. Difesa degli interessi nazionali – conclude la senatrice Granato – ma senza armi, perché di guerra si muore in molti modi e su tanti fronti”.

    Foto Wikimedia Commons – Migliari