struttura che a lungo era servita alle Forze Armate, si riprometteva, dopo la ristrutturazione, di trasformarlo in luogo di rappresentanza dell’amministrazione comunale, casa della trasparenza.
Diversi intellettuali proponevano di adibirlo a museo, e legittime erano anche queste proposte. I Domenicani, prima di essere indotti ad abbandonare la città, l’avevano chiesto per realizzarvi una grande biblioteca: progetto che avrebbe forse consentito la permanenza dello storico ordine monastico in città; e su questo il sindaco, che nel frattempo era diventato Perugini, come nel suo stile aveva nicchiato.
Infine, da qualche mese, la favolosa decisione della giunta Perugini: il chiostro è stato riaperto. Così com’era, giusto con una pulita, senza restauro. E sapete cosa c’è, a cosa è stato destinato? Il nulla. Chi vi entra si fa una bella passeggiata, ad ammirare le pareti vuote.
È un folgorante esempio della politica culturale dell’amministrazione Perugini.




