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    Migranti rimasti al porto di Reggio di notte

    Reggio – Notte all’aperto per i migranti sbarcati. Molti restano sulla nave

    Non sono ancora chiare le motivazioni, non c’è un comunicato ufficiale, sul perché i migranti (circa 700) arrivati nel porto di Reggio Calabria sul pattugliatore Cigala Fulgosi abbiano trascorso la notte tra la zona portuale dedicata in genere alla prima accoglienza e la stessa nave della Marina. L’ipotesi più accreditata è quella di una stretta sui controlli antiterroristici che le forze dell’ordine hanno voluto in questa circostanza. Le identificazioni di tutti i migranti, infatti, sono appena iniziate, come se la nave fosse giunta solo ora nello scalo reggino.

    Fino a tarda ora i migranti sono rimasti sulla nave e solo i casi più gravi sono sbarcati per le cure del caso. Non c’erano indicazioni chiare sul perché i restati migranti non scendessero. Telefonate concitate tra funzionari della prefettura ed operatori, ma indicazioni chiare sul perché non potessero sbarcare non ne sono state fornite. Sulla banchina del porto solo i minori.

    L’insufficiente personale per il controllo avrebbe generato una conseguente mancanza di sicurezza sia a bordo che a terra e per questo 250 migranti sono rimasti sulla nave, gli altri 500 sono scesi a terra e si sono accampati nella zona dei tendoni del porto.

    Allestiti in fretta e furia brandine e sacchi a pelo, forniti tramite la Prefettura, per far trascorrere ai profughi la notte all’aperto con un estremo disagio sia per loro che per la macchina operativa dei soccorsi. I pochi volontari rimasti, gli operatori del coordinamento diocesano emergenza sbarchi, una decina, ha prestato assistenza per tutta la notte cercando di capire le esigenze particolari ed hanno, inoltre, raccolto i pasti per portarli ai marinai per la distribuzione sulla nave. Resta una situazione di grande emergenza inspiegabile con un piccolo presidio di polizia e carabinieri.