E’ arrivato ieri alle 15 il pattugliatore della Marina Cigala Fulgosi ma la macchina dei soccorsi ha subito un inspiegabile stop. Dei quasi 700 migranti imbarcati sul mezzo militare solo 200 – in maggioranza donne, bambini e casi sanitari particolari – sono stati fatti sbarcare. Gli altri sono rimasti ammassati sul ponte di poppa, all’ombra precaria dell’elicottero di bordo in attesa di disposizioni. In banchina bocche cucite fra i funzionari preposti delle forze dell’ordine. Ma dalle telefonate colte al volo e da pochi commenti a microfoni spenti pare che il problema sia riconducibile a disposizioni dirette del ministero degli interni che richiedeva un controllo rigidissimo in funzioni antiterrorismo delle singole persone sbarcate per le quali era richiesto il riscontro dell’identificazione. Questo ha comportato il fermo a bordo degli uomini e i conseguenti pesantissimi disagi per tutti, migranti e volontari. Questi ultimi hanno atteso pazientemente per ore di poter assistere i profughi ma alla fine si sono dovuti arrendere alle disposizioni ministeriali e alla spicciolata sono andati via mentre i funzionari della prefettura erano impegnatissimi a trovare delle soluzioni tampone fra due alternative: lasciarli a bordo o stiparli nella tenda sociale. In 500.





