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    Reggio, 7 fermi. Indagati nomi eccellenti per controllo attività economiche

    di Marina Malara – Sono sette i professionisti fermati oggi dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria su disposizione della Dda. Nomi importanti tra cui figurano anche l’avvocato Paolo Romeo e l ‘avvocato Antonio Marra, gli imprenditori Emilio Frascati e Giuseppe Chirico, il commercialista Natale Saraceno, Antonio Idone e Domenico Marcianò. I magistrati li hanno definiti ”partecipi con ruoli organizzativi della ndrangheta reggina” a cui sarebbe collegata una strutturata rete di professionisti, capaci di indirizzare le sorti di rilevanti settori dell’economia cittadina. Sempre la Dda di Reggio Calabria, ha disposto anche, tramite la Guardia di Finanza, il sequestro di 12 società e beni per un valore complessivo di circa 34 milioni di euro nonché oltre 30 perquisizioni. Sarebbero numerosi e decisamente importanti i nomi degli indagati nell’ambito della stessa operazione soprannominata Fata Morgana. Alcuni di essi sono trapelati. Tra questi il presidente della Provincia Giuseppe Raffa, il consigliere provinciale Demetrio Cara, il cancelliere capo della Corte D’Appello, l’ex magistrato Giuseppe Tuccio, l’avvocato Rocco Zoccali e l’ex presidente della Reggina Calcio, Pino Benedetto. Ma non ne è affatto contento il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Reggio Calabria Cafiero de Raho che, in conferenza stampa,  spiega che sono tutt’ora in corso perquisizioni che potrebbero essere cruciali per la definizione di un capo di imputazione o meno. Sono 30 le perquisizioni locali nei confronti di soggetti operanti nel settore economico, imprenditoriale, politico e dirigenti pubblici, collegati, a vario titolo, ai  fermati. Il Procuratore non fa mistero del fatto che ancora il percorso delle indagini potrebbe essere lungo. ” “Abbiamo dovuto agire subito con i fermi per scongiurare il rischio concreto di fuga dei soggetti interessati come Natale Saraceno e l’avvocato Marra, evidentemente al corrente delle indagini”.  Alla conferenza stampa presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria era presente il generale Gianluigi Mignioli comandante regionale Calabria delle Fiamme Gialle,  il tenente colonnello Mario Intelisano, comandante del gruppo di Reggio e il Colonnello Alessandro Barbera, comandante provinciale della Guardia di Finanza reggina. Le indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno portato a rilevare l’esistenza di un vero e proprio cartello criminale, presente ed operante nel territorio di Reggio Calabria, in grado di condizionare il regolare svolgimento delle attività economico/imprenditoriali, con particolare riferimento alla grande distribuzione alimentare, sfruttando anche la compiacenza di pubblici amministratori, al fine di ottenere, tra l’altro, l’illecita percezione di profitti. I provvedimenti, a firma del Proc. Capo Federico Cafiero De Raho e dei Sostituti Procuratori Rosario Ferracane, Giuseppe Lombardo, Luca Miceli e Stefano Musolino, hanno riguardato soggetti operanti nella cosiddetta “zona grigia”, che, utilizzando la fitta rete di entrature ed agganci nella Pubblica Amministrazione sono in grado di condizionare l’economia e l’imprenditoria, creando un sistema criminale in grado di alterare gli equilibri della classe dirigente ed imprenditoriale della città. La Procura reggina ha puntato la sua attenzione sulla redistribuzione dei punti vendita della grande distribuzione alimentare, dopo la crisi della GDM S.p.a. e il sequestro delle imprese di Suraci e Crocè, concentrando, poi, l’indagine sulla contemporanea riapertura dell’importante centro commerciale di Villa San Giovanni, “La Perla dello Stretto”. Grazie al connubio, strutturalmente organizzato, tra ndrangheta e professionisti, si è determinata l’aggiudicazione dei punti vendita della GDM, di Suraci e di Crocè, nonché la scelta dell’imprenditore della grande distribuzione alimentare che doveva avviare l’esercizio commerciale “food” nella Perla dello Stretto.

    Il sodalizio, e in particolare due professionisti, ha, di fatto, curato il riavvio del centro commerciale villese e pilotato l’inserimento di una società, creata ad hoc e facente capo ad un noto imprenditore del settore, quale unico ipermercato destinato ad operare. Noti professionisti reggini, attraverso una fitta rete di relazioni, hanno fattivamente contribuito alla riapertura della Perla dello Stretto, curandone anche gli aspetti prettamente autorizzativi presso gli uffici pubblici, interagendo con esponenti della politica e della pubblica amministrazione. Poi vi è l’aspetto intimidatorio della vicenda, poichè ai commercianti “minori” della Perla dello Stretto è stato imposto un contratto consortile sfavorevole ai loro interessi economici; alcuni si sono piegati all’imposizione per evitare gravi conseguenze,mentre l’unico commerciante che ha osato opporsi ha subito l’incendio del suo esercizio commerciale.

    La mole dei capitali investiti nell’affare, solo per l’apertura dell’ipermercato presso il centro commerciale villese, si attesta sul valore di circa €.3.000.000,00.

     

     

     

    (LEGGI QUI LE DICHIARAZIONI DEL PROCURATORE).

    NOMI DEI FERMATI E AZIENDE SEQUESTRATE