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    Fata Morgana, De Raho: “Colpita parte rilevante economia di Reggio”

    “Stiamo lavorando per non lasciare campi di indagine scoperti. Non devono esistere gli intoccabili e nelle nostre indagini di  intoccabili non ce ne sono mai stati”.  Così il Procuratore Federico Cafiero De Raho in conferenza stampa per illustrare i particolari dell’operazione Fata Morgana.  Il procuratore ha parlato di soggetti che hanno ruoli significativi con l’immagine apparentemente pulita della città che lavora, di operazioni di manipolazione di valore di beni posti in vendita, di intimidazioni in danno di imprenditori, intestazione fittizia di beni, di episodi di mala gestione nella pubblica amministrazione e nella gestione di fondi pubblici. De Raho si complimenta con la Guardia di Finanza per il lavoro svolto sull’individuazione di gruppi economico – imprenditoriali gravitanti sempre intorno al quadro del direttorio della 4 famiglie di ‘ndrangheta più potenti: De Stefano, Libri, Condello, Tegano. “Difficile lavorare a Reggio per chi vuole operare nella legalità, aggiunge il procuratore, si trovano davanti ostacoli continui e non sanno a chi affidarsi perché la ‘ndrangheta sa essere persuasiva con i suoi metodi. Inoltre chi è tenuto a deve proteggere i cittadini e ha dei doveri precisi gestendo la cosa pubblica intesse relazioni con chi è già macchiato da condanne per associazione mafiosa. Ciò mi rattrista, aggiunge rammaricato De Raho, e per questo dico ai reggini che devono pensare all’avvenire della città senza fare affidamento sui capitali e le linee direttive della ‘ndrangheta attraverso i suoi esponenti”. Esponenti, tuona il procuratore, che tutti sanno chi sono e ma si continua a legittimarli come se fossero “l’impresa calabrese”. Parole dure e preoccupanti quelle del procuratore quando afferma che “si desidera certamente con ansia che arrivino i finanziamenti come quelli della Città Metropolitana ma chiediamo una selezione efficace affinchè non finiscano nelle mani dei soliti noti”. Con l’inchiesta “Fata Morgana”, ha aggiunto, è stata colpita “quella parte della ‘ndrangheta che l’ha resa forte anche dal punto di vista economico, che ha rapporti con la politica, con le amministrazioni locali, con dirigenti e funzionari pubblici. E’ una parte esponenziale della ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria”. “I fermi – ha concluso de Raho – sono stati disposti per il pericolo di fuga di alcune posizioni che abbiamo trattato e che erano strettamente connesse alle altre per le quali siamo dovuti intervenire. Qualcuno stava già traslocando e portando via tutto dalla città evidentemente aveva notizia di questo”.

    Il Generale Miglioli, comandante delle Fiamme Gialle di tutta la regione, ha definito quella reggina “una procura speciale che lavora non solo sul senso del dovere  ma anche sul senso del volere. Il comandante provinciale, Alessandro Barbera, ha invece parlato di indagine complessa che deve servire ad aiutare gli imprenditori onesti a voltar pagina. “Abbiamo alzato il tiro e individuato settori come la grande distribuzione alimentare che vanno comunque avanti fiorenti con grossi quantità di denaro anche in contanti e per questo la ‘ndrangheta ci si butta a capofitto”.