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Per mesi hanno seminato panico: presi responsabili bottiglie incendiarie a Catanzaro

12 Aprile 2016
in Catanzaro, CITTA
Tempo di lettura: 2 minuti
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Per mesi hanno seminato panico: presi responsabili bottiglie incendiarie a Catanzaro

di Clara Varano – Hanno un nome e un volto gli atti intimidatori che nei mesi scorsi hanno lasciato sgomenta tutta la cittadinanza di Catanzaro. Bottiglie incendiarie e episodi di una violenza alla quale il capoluogo non era avvezzo. Santo Mirarchi, Domenico Falcone, Antonio Giglio e Antonio Sacco. Sarebbero loro i responsabili, tutti arrestati dai carabinieri di Catanzaro, tutti finiti in carcere per tentata estorsione in concorso, danneggiamento e porto abusivo di armi, con l’aggravante d’aver agito con il metodo mafioso. Sì, perché, l’estorsione non era palese con richiesta di denaro, ma tacita. La sola bottiglia incendiaria significava “paga” una certa somma “tu sai a chi” e il chi erano loro. Un’attività di indagine coordinata dalla Procura di Catanzaro che è destinata a proseguire e che “prova la forte presenza delle forze dell’ordine nei quartieri più a rischio della città”, la tanto nota zona Sud. Lì sono stati perpetrati i reati e lì si concentra lo zoccolo duro della criminalità, organizzata e non.

Al “comando” del gruppo criminale sarebbe stato Mirarchi che gestiva le attività criminali. L’elemento è emerso nel corso della conferenza stampa alla quale hanno preso parte i procuratori aggiunti della Dda di Catanzaro, Giovanni Bombardieri e Vincenzo Luberto. “Mirarchi – hanno sottolineato – era la mente della gang, il mandante, gli altri tre, invece, eseguivano materialmente”. Bombardieri ha raccontato come i quattro volevano impossessarsi del territorio con metodo mafioso, in modo autonomo, anche senza collegamenti con la criminalità locale.Le indagini proseguono poichè si ipotizza un legame con referenti del catanzarese.

“Nonostante Catanzaro sia capoluogo – ha spiegato infatti Luberto – non è detto che il centro di comando sia in città”.

Luberto ha poi rivolto un appello ai commercianti e agli imprenditori: “Operazioni del genere consentono di avere fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine. Non c’è una situazione di emergenza, è sotto controllo. Non colludetevi, in questo caso c’è stata una denuncia, le indagini e gli arresti, tutto ha funzionato”.

Episodi contestati al gruppo

06.05.2015, il posizionamento e la deflagrazione di un ordigno esplosivo artigianale davanti all’esercizio commerciale “Momenti di Gusto”, sito in Catanzaro Lido;
31.05.2015, il posizionamento e la deflagrazione di un ordigno esplosivo artigianale davanti all’esercizio commerciale “Autoricambi LASCA”, sito in Catanzaro;
19.06.2015, il posizionamento e la deflagrazione di un ordigno esplosivo artigianale davanti all’esercizio commerciale “Call Center Smile Contact”, sito in Catanzaro Lido;
04.08.2015, il posizionamento di una bottiglia di vetro contenente liquido infiammabile, con una cartuccia per fucile fissata al collo della medesima bottiglia, davanti all’esercizio commerciale “Portobello”, sito in Catanzaro.
04.08.2015, il posizionamento di una bottiglia di vetro contenente liquido infiammabile, con una cartuccia per fucile fissata al collo della medesima bottiglia davanti all’esercizio commerciale “Brico Center”.
10.09.2015, il lancio di una bottiglia incendiaria sulla parete laterale del citato esercizio commerciale “Portobello;

Santo Mirarchi
Santo Mirarchi
Falcone Domenico
Domenico Falcone
Antonio Sacco
Antonio Sacco
Antonio Giglio
Antonio Giglio
Tags: arrestiCarabinieriDdaestorsioniintimidazioni
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