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    Disoccupazione giovanile: Calabria tra peggiori in Europa

    Lavoro a Reggio Calabria – Ancora crisi: picco negativo per il tasso di occupazione

    Se a livello nazionale i dati Istat riferiti a tutto il 2015 evidenziano segnali di ripresa per il sistema Paese, l’analisi di due importanti indicatori dell’economia locale (mercato del lavoro e sistema del credito), riferiti al primo semestre 2015, non restituiscono, invece, un andamento altrettanto incoraggiante. Il dato più indicativo del periodo di crisi che sta attraversando la Provincia è quello occupazionale: nel primo semestre 2015 si è registrato un nuovo picco negativo (35,5% il tasso di occupazione) confermando un andamento che dal 2006 ha visto l’indicatore di riferimento diminuire del 10,6%, come emerge dalle elaborazioni dell’Osservatorio camerale su dati Istat. Il calo dell’occupazione reggina registrata nel corso dell’ultimo decennio ha aumentato la distanza con il resto del Paese : il gap che nel 2004 era di circa 12 punti percentuali, è arrivato a oltre 20 punti percentuali nel 1° semestre 2015. Parallelamente all’andamento discendente del numero degli occupati, si registra un incremento del tasso di disoccupazione giunto, nel 1°semestre 2015, al 23,6%, comunque inferiore alla media regionale (25,5%). Anche l’analisi del trend relativo al tasso di disoccupazione provinciale evidenzia che nel corso degli ultimi anni è aumentata la forbice rispetto a quello nazionale: si è passati dal +4,3% nel 2011 al +10,8% nel 2015. Questi dati confermano quindi come gli anni di recessione abbiano accentuato il ritardo economico del territorio reggino rispetto al resto del Paese, mettendo alla luce un quadro strutturale che necessita di interventi su più livelli, partendo da quelli rivolti all’occupazione giovanile. I dati sulla disoccupazione dei giovani delineano, nel complesso, un quadro allarmante per il contesto socioeconomico reggino: il tasso di disoccupazione della la classe di età compresa tra i 25 e i 34 anni arriva a toccare il 38,8%; la classe di età dai 15 ai 24 anni continua a registrare valori preoccupanti (58,2% al 2° trimestre 2015). Sul fronte delle assunzioni, l’indagine del Sistema informativo Excelsior, condotta da Unioncamere nazionale con il Ministero del Lavoro su oltre cento mila imprese a livello nazionale, evidenzia che, tra Ottobre e Dicembre 2015, le imprese reggine hanno previsto, a fronte di 740 uscite, l’assunzione di 640 lavoratori, con un saldo quindi negativo. Una peculiarità della nostra provincia è la richiesta di un’alta quota di assunzioni di personale immigrato (28,3%), un valore che supera di circa 6 punti percentuali la media regionale e di circa 15 punti quella nazionale. In questo contesto così delineato, le capacità e la propensione al finanziamento da parte degli istituti di credito potrebbe rappresenta sicuramente una variabile fondamentale non solo per permettere agli operatori di coprire le spese a breve termine, ma soprattutto per incentivare gli investimenti e migliorare le prospettive a più lungo termine. Da questo punto di vista, valutando il livello dei finanziamenti da parte degli istituti bancari, emerge che, al II trimestre 2015, l’ammontare degli impieghi in provincia di Reggio Calabria si attesta a 4,6 miliardi di euro. In particolare, dal confronto con il I trimestre 2015, le elaborazioni dell’Osservatorio camerale sui dati della Banca d’Italia evidenziano da un lato la dinamica positiva relativa agli impieghi rivolti alle famiglie, che sono cresciuti del 5,6% (3,7 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale), dall’altro un calo dello 0,8% degli impieghi concessi alla imprese reggine. Le sofferenze bancarie fanno segnare un andamento che incide negativamente nel rapporto con gli istituti di credito: solo nell’ultimo trimestre di riferimento sono aumentate di quasi il 4%. L’indice sintetico di qualità del credito, fornito dal rapporto tra l’ammontare degli impieghi in sofferenza e il totale dei prestiti concessi dalle banche si è attestato, al secondo trimestre 2015, al 17,4% (era pari al 16,4% a giugno 2014). Il riscontro fa aumentare la distanza dalla media regionale (14,6% a giugno 2015) ed è superiore di 7,5 punti percentuali rispetto a quella nazionale. In particolare, sono le imprese che gravano sull’aumento delle sofferenze con un tasso di rischiosità che tocca il 34,3% nel secondo trimestre 2015 (25,7% in Calabria, 16,2% in Italia). Questo riscontro conferma una dinamica ormai consolidata in provincia, che ha visto un progressivo aumento, negli ultimi anni, dell’incidenza delle sofferenze sul totale dei prestiti. Dall’analisi della serie storica emerge chiaramente come il trend negativo abbia gravato in particolare sulle imprese, rispetto alle quali l’indice di rischiosità del credito ha guadagnato quasi 13 punti in tre anni e mezzo (dal 21,4% di dicembre 2011 al 34,3% di giugno 2015), a fronte di una crescita di poco più di 2 punti complessivi del dato riferito alle famiglie (dal 6,7% all’8,8%). Entrando nel merito dei costi che il sistema bancario applica al finanziamento del sistema economico provinciale, risulta che i tassi di interesse per rischi a revoca, anche se leggermente in diminuzione (circa 9% a Giugno 2015), continuano a superare di circa 3 punti i valori medi nazionali. Questo riscontro riflette un rapporto debitorio con gli istituti di credito sicuramente non ottimale, conseguenza del basso livello di competitività del sistema economico territoriale.